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LIBRI/ Buttafuoco: l'ostacolo delle idee non è la censura ma il nostro provincialismo

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Crede che la potenza contenuta in un’opera d’arte o in un’idea sia sufficiente a infrangere il muro della censura o del disinteresse? Viene in mente la recente pubblicazione del libro di Guido Morselli, “Il Comunista” scritto nel ’76, ma trascurato per anni dagli editori.

 

Guido Morselli è la dimostrazione che un’idea forte può riuscire a prevalere. La sua opera è riuscita a sopravvivere alla morte dell’autore e si è diffusa. Ai suoi tempi la censura era sì di stampo molto più ideologico che non oggi. Ma è inevitabile che anche oggi moltissime opere preziose si perdano e ciò dipende dal fatto che non trovano la possibilità di venire fuori in questo affollarsi di parole. Non è solo colpa del web. La dispersione di contenuti di cui parlavo prima riflette il vuoto culturale relativista dei nostri tempi. Mai come oggi, epoca di enorme appiattimento culturale, bisogna invocare le muse protettrici delle arti. 

 

Quali sono secondo lei le cause che hanno portato a ciò che lei chiama appiattimento culturale?

 

Ne vedo solo una: è un’orrenda metastasi della democrazia. Il fraintendimento del principio democratico il quale ha reso possibile che chiunque, anche se non qualificato a farlo, possa dire la sua su qualsiasi cosa. Questo ha portato all’odierno clima relativista. Se Carmelo Bene fosse ancora vivo direbbe senz’altro che l’attuale panorama culturale è “condominiale”.



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