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STORIA/ Per San Benedetto la prima Regola era la virtù dell'amicizia

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Benedetto «si trovò di fronte a un miracolo ottenuto dall’affetto di una donna in virtù dell’onnipotenza di Dio, poiché, secondo la parola di Giovanni, “Dio è amore”, per giustissimo giudizio poté di più colei che amava di più». L’amicizia di san Benedetto per i suoi monaci si rivela nell’attenzione concreta alla loro situazione. San Gregorio racconta di un Goto entrato in monastero, che aveva perso un utensile mentre liberava dai roveti un terreno. Era dispiaciuto e temeva la penitenza che gli sarebbe stata prescritta. San Benedetto miracolosamente gli restituì il ferro, dicendogli: «Tieni, lavora, e sii contento».

 

L’amicizia non esclude, là dove si renda necessaria, la correzione. Questo tema percorre tutta la Regola fin dal prologo, in cui san Benedetto afferma di aver scritto la sua opera, affinché il discepolo «possa per la fatica dell’obbedienza tornare a colui dal quale si era allontanato per l’inerzia della disobbedienza». Un esempio del modo con cui egli intendeva e praticava la correzione è narrato ancora da san Gregorio. Il re goto Totila, dopo aver cercato di ingannarlo, si inginocchiò a terra davanti a san Benedetto. Egli gli disse di alzarsi, «ma quegli non osava dinanzi a lui levarsi da terra. Allora Benedetto, servo del Signore Gesù Cristo, si degnò recarsi egli stesso vicino al re prostrato e lo sollevò da terra; poi lo riprese delle sue male azioni», tanto che egli se ne andò «e da allora fu meno crudele».

 

La virtù dell’amicizia porta con sé l’ammirazione per la santità dell’altro. Nella Regola san Benedetto chiede ai monaci di rendersi onore reciprocamente. Egli prescriva all’abate che non usi preferenze in monastero. Non ami l’uno più dell’altro, a meno che non l’abbia trovato migliore nelle buone opere e nell’obbedienza».



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COMMENTI
06/01/2010 - Grazie (Francesco Giuseppe Pianori)

Un grato e commosso saluto alla Laura Cioni. Con poche parole, chiare e incisive, mi ha risollevato il cuore. Veramente la vita da vivere è questa. Grazie a Dio ho trovato amici così e vivo dentro un'amicizia così e sempre più desidero gustarla.

 
05/01/2010 - Più che una regola è un fatto. (claudia mazzola)

Mai creduto all'amicizia, figurati tra uomo e donna. Certo, non avevo ancora incontrato Gesù nella compagnia. Ora esiste esiste, la provo sulla mia pelle!