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STORIA/ Per San Benedetto la prima Regola era la virtù dell'amicizia

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Il tema dell’amicizia non è trattato in modo sistematico né nella Regola né nella Vita di san Benedetto scritta da Gregorio Magno, ma le due opere sono impregnate di amicizia, intesa come aiuto e compagnia offerta all’uomo per il compimento di sé in questo mondo e per la felicità eterna. Gregorio Magno racconta che san Benedetto «desiderando di piacere solo a Dio abitò con se stesso, perché, sempre vigilante alla custodia di se stesso, sentendosi sempre sotto lo sguardo del Creatore, sempre scrutandosi, non divagò fuor di se stesso l’occhio della sua anima».

 

Egli intende dire che la condizione dell’amicizia è la capacità di stare con se stessi. Il primo modo in cui si manifesta l’amicizia è la conversazione. A questo proposito san Gregorio narra l’ultimo incontro di Benedetto con la sorella Scolastica, nel quale avevano «passato l’intera giornata lodando Dio e in santi colloqui». Venuta la sera, Benedetto doveva tornare al suo monastero, ma la preghiera di Scolastica, desiderosa di stare ancora in compagnia di suo fratello, ottenne che si scatenasse una grande tempesta, impedendo così a chiunque di muoversi: così, al di là di ogni regola, «passarono tutta la notte vegliando, saziandosi di sacri colloqui col ridire l’uno all’altro le cose della vita spirituale».

 

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COMMENTI
06/01/2010 - Grazie (Francesco Giuseppe Pianori)

Un grato e commosso saluto alla Laura Cioni. Con poche parole, chiare e incisive, mi ha risollevato il cuore. Veramente la vita da vivere è questa. Grazie a Dio ho trovato amici così e vivo dentro un'amicizia così e sempre più desidero gustarla.

 
05/01/2010 - Più che una regola è un fatto. (claudia mazzola)

Mai creduto all'amicizia, figurati tra uomo e donna. Certo, non avevo ancora incontrato Gesù nella compagnia. Ora esiste esiste, la provo sulla mia pelle!