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STORIA/ Cassiodoro, il monaco che testimoniò la fine dell’Impero Romano

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È abbastanza noto il pensiero unico che ha inscenato una rappresentazione del medioevo dipinta come parentesi folle di mille anni: secoli bui dove prevalsero ignoranza, decadenza, violenza, corruzione e fanatiche credenze. L’orda di pregiudizi che avvolge questo periodo gode di ottima fama, alimentata sapientemente da certa letteratura divulgativa. Eppure i testi specialistici e scientifici dicono tutt’altro. Tra questi, ce n’è uno di Franco Cardini, Cassiodoro il grande Roma i barbari e il monachesimo, che aiuta a comprendere quel momento storico cruciale - tra il V e il VI secolo - che traghettò il mondo antico nel medioevo; lo fa attraverso l’analisi e il racconto dettagliato dei fatti che condussero Cassiodoro, il trait d’union dei due periodi, alla decisione di abbandonare il suo impegno politico per fondare il Vivarium, una delle prime esperienze monastiche occidentali. Dove alla vita di ascesi e preghiera, si accompagnava la salvaguardia e la conservazione della cultura antica.

 

Quali sono le premesse e lo sfondo che portarono alla nascita del Vivarium?

 

Cassiodoro vive a cavallo tra il V e il VI secolo, e muore a circa 90 anni. Beneficiò di un osservatorio privilegiato, essendo a lungo tra i consiglieri di Teodorico. Provò ad organizzare la convivenza tra i goti ariani e i latini cattolici, con un certo successo. Almeno fino agli anni ’20 del VI secolo, quando la situazione precipitò, fino a sfociare nella guerra voluta dall’imperatore bizantino Giustiniano, nel 535, per riconquistare le province cadute in mano agli Ostrogoti, specie in Italia. La quale fu colpita dal dilagare di un’epidemia, in seguito alla quale si verificò un grave calo demografico. È il periodo in cui san Benedetto fonda Monte Cassino. Non solo come risposta occidentale al monachesimo cristiano, ma anche alla situazione di fame, paura e insicurezza del momento.

 

Perché Cassiodoro volle costruire un monastero?

 

In questo scenario, che faciliterà l’invasione dei Longobardi - molto più estranei alle tradizioni dell’impero che non i Goti - Cassiodoro, rimanendo fedele all’imperatore (a differenza di Boezio o Simmaco) avverte la pesantezza del contesto e, stanco della violenza che permeava il mondo politico, opta per la vita monastica. Apparteneva ad una nobile famiglia di Squillace, in Calabria. Mobilita, quindi, le sue ricchezze, interi latifondi, per edificare il Vivarium, il monastero a cui dedicò il resto dell’esistenza. Qui diede vita ad uno scriptorium, dove venivano trascritti e preservati i manoscritti antichi e ad una biblioteca di enormi dimensioni, per ospitarli.

 

Quali sono gli elementi più significativi della sua vita e della sua produzione?

 

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