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SOCIETA’/ Così Charles Taylor e Remi Brague dichiarano guerra all’età secolare

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Le confische di tali beni – che, vale la pena ricordarlo, costituivano la fonte principale di sostegno di tutte quelle attività sociali di tipo materiale e spirituale di ispirazione religiosa che costituivano l’unico tipo di welfare delle società di antico regime – solitamente non avevano alcuna giustificazione legale; ecco perché, dice Brague, «ci si dovette rifugiare nel cielo delle idee ed evocare una necessità storica per la costruzione dello Stato moderno, il Progresso, i Lumi, persino l’interesse correttamente inteso della Chiesa, ecc.». Da qui il senso della secolarizzazione come “ritrarsi del sacro” dalla sfera pubblica (cultura, economia, politica ecc.). Il termine “secolare” esprime così la “buona” coscienza di sé della modernità illuminata.

Nasce così circa tra Ottocento e Novecento una dottrina della secolarizzazione (oggi fortemente contestata da molti scienziati sociali) che intende avere una portata allo stesso tempo descrittiva e normativa: pretende di dirci come sono andate effettivamente le cose e anche come devono andare. Da qui uno degli assiomi più granitici del senso comune: per diventare moderna, una società deve secolarizzarsi. Sarebbe interessante soffermarsi sull’analisi delle conseguenze nefaste che un tale assunto produce nei rapporti tra le istituzioni internazionali ispirate dall’occidente secolarizzato (Onu, FMI ecc.) e tutti quei popoli che, spinti dalla globalizzazione in atto, cercano di modernizzarsi per migliorare il proprio tenore di vita.

Ma, si dice, la secolarizzazione ha prodotto la separazione tra Stato e Chiesa, e quindi il pluralismo, la tolleranza, la democrazia ecc. Anche qui Brague ci aiuta a orientarci meglio. Nella cristianità (in particolare in quella latina) tale separazione è sempre esistita. Ciò che in realtà è avvenuto è lo sviluppo parallelo di due istituzioni in rapporto tra loro e mai identificabili e la graduale differenziazione di due fonti di autorità, quella religiosa e quella politica, che si intersecano senza mai confondersi. Anzi, se c’è stata un’istituzione secolarizzante in questo senso nell’antico regime è stata proprio la Chiesa la quale, in particolare dopo Gregorio VII e la sua “rivoluzione papale” (H.J. Berman), ha forzato lo Stato a costituirsi come istituzione autonoma priva di sacralità. Quindi, se per secolarizzazione si intende solo la separazione tra Stato e Chiesa, allora la secolarizzazione è figlia della cristianità.

 

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COMMENTI
10/01/2010 - Fonti (Francesco Santoni)

Mi interesserebbe conoscere i riferimenti bibliografici di Remi Brague utilizzati per questo articolo. Grazie.