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SOCIETA’/ Così Charles Taylor e Remi Brague dichiarano guerra all’età secolare

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Ma i fautori della dottrina della secolarizzazione non intendono riferirsi solo a tale separazione. Si tratta – lo abbiamo visto – del ritrarsi del sacro dallo spazio pubblico. In fondo è questo ciò che chiedono i “laici”: la religione è venerabile quando rimane qualcosa di privato, è pericolosa per la convivenza civile quando pretende di informare lo spazio pubblico. Tale richiesta è accettabile da un cristiano?

La vera peculiarità del cristianesimo, dice Brague, non è la Legge ma la Grazia. Esso non difende una morale specifica, bensì «si limita a quello stretto necessario che consente alla vita umana di continuare a vivere e di restare umana», una sorta di “kit di sopravvivenza” che trova espressione nei dieci comandamenti, oltre che in pensatori e geni religiosi disseminati un po’ ovunque nella storia dell’umanità. Il cristianesimo, in altre parole, non propone una nuova via ma fornisce gli strumenti per seguire la via che è già conosciuta. La Grazia rende possibile l’obbedienza alla Legge: «Non si riflette abbastanza sul fatto che il sacramento centrale del cristianesimo, l’Eucaristia, è un pasto. […] questo corpo sacrificato è reso disponibile come un nutrimento tale che esso non detta alla persona che lo assume cosa deve o non deve fare, ma dà la forza di farlo». Il contenuto della Rivelazione non è una volontà, ma una Persona; con ciò Dio «non richiede nulla o piuttosto non chiede nulla più di ciò che il suo dono già chiede, grazie al semplice fatto che esso è dato: essere ricevuto. Nel caso dell’uomo questa ricezione non richiede altro che l’umanità».

Sta proprio qui, a parere del filosofo francese, il vero problema dell’uomo contemporaneo: una carenza nella percezione del proprio valore, nella coscienza delle ragioni per cui la vita vale la pena di essere vissuta. «Come vivere lo sanno tutti, o possono saperlo. Ma perché vivere, perché scegliere la vita e, tanto per cominciare, perché dare la vita, sono interrogativi più complessi. È a essi che il cristianesimo fornisce una risposta».

In definitiva, se considerassimo il cristianesimo come una risorsa per la convivenza civile e non solo come un insieme di norme anche il discorso pubblico su crocifissi e feste scolastiche acquisterebbe una prospettiva diversa.



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COMMENTI
10/01/2010 - Fonti (Francesco Santoni)

Mi interesserebbe conoscere i riferimenti bibliografici di Remi Brague utilizzati per questo articolo. Grazie.