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IDEE/ 1. Di chi siamo? Tutti i dilemmi di una identità in bilico

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Ad esempio, se una confessione religiosa, come il cattolicesimo, dà ai suoi membri la possibilità di cacciare dal trono un re scomunicato, e quindi in definitiva non riconosce lo Stato come ultima istanza della vita civile (giacché i “papisti” sono obbedienti al Papa prima che al re), essa va perseguitata; come pure va perseguitato l’Islam per il fatto che non separa il potere spirituale da quello temporale e infine vanno perseguitati gli atei, i quali negando che vi sia un Dio impediscono di pensare i legami sociali come qualcosa di sacro e inviolabile (cfr. la Lettera sulla tolleranza, del 1689).

 

Sembrerebbero problemi e contesti assai lontani dalle questioni che agitano il nostro presente, e tuttavia, a ben guardare, in essi si trova come la chiave per aprire e comprendere nei suoi presupposti di fondo le stesse discussioni che occupano la cultura contemporanea. E ancor più in essi possiamo rintracciare le matrici di tutta una problematica educativa che oggi sembra in affanno rispetto alle questioni legate al conflitto o alla coesistenza pacifica delle identità, presa com’è nel dilemma tra il modello multiculturalista e il modello integrazionista, cioè tra una mera coesistenza orizzontale di identità in sé chiuse, incommensurabili ed impermeabili e l’organizzazione dei loro rapporti in senso verticalizzato, e cioè tramite la loro simultanea riduzione ad alcuni denominatori comuni decisi dall’esterno. Vediamo.

 

(Primo di tre articoli)

 

 



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