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LAICITA’/ Ecco perchè in Sudamerica la fede cattolica vincerà la sfida dell’islam

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Lo scontro tra le due ecumeni è stato drammatico e sulle rovine delle seconde - quelle incas e azteca essendo le più consolidate - sorge una sintesi antropologica nuova. Un meticciato unico nella storia sino a quel momento, giacchè niente di simile era avvenuto ad altre latitudini, pensiamo all’oriente, e che non avverrà neppure negli anni a seguire, pensiamo all’Africa (apartheid), e all’America del Nord (trapianto europeo).

La Chiesa ha colto con tutta positività questa sintesi nascente, che ha impresso all’America latina l'indole di fondo che conosciamo. Tutti i summit, sin dal primo di Rio de Janeiro nel 1955, passando per Medellín (1968), Puebla (1979), Santo Domingo (1992) in occasione dei 500 anni dalla scoperta, fino all’ultima conferenza generale dell’episcopato latinoamericano aperta da Benedetto XVI in Brasile nel 2007, non hanno mai mancato di sottolineare il “peculiare processo di meticciamento” che ha dato al continente latinoamericano una “singolare identità” e una “indole originale”.

Su quella fondamentale sintesi antropologica sono avvenuti innesti successivi. La componente negra, fondamentale in Brasile e nei Caraibi, la corrente migratoria europea a cavallo del Novecento e quella sucessiva siro-libanese si sono prontamente latinoamericanizzate, come pure la più recente, proveniente dall’oriente, con particolare vigore dalla Cina continentale. Non è detto che sarà così con l’emigrazione dai paesi musulmani, ma essa è ancora incipiente in America latina e non smentisce la tendenza di fondo sin qui delineata.

Occorre anche menzionare, per completezza di analisi, i movimenti migratori interni tra paesi dell’America Latina. Le odierne città del Sudamerica sono sempre più multietniche. I boliviani, a migliaia, colorano le città argentine, al nord come al sud; le feste nazionali di paraguayani, emigrati a migliaia oltreconfine, sono oramai parte del panorama di metropoli come Buenos Aires. Sono migrazioni “omogenee” con le culture in cui trovano approdo.

I problemi posti dal rimescolamento cui assistiamo in presa diretta sono enormi: di integrazione nelle economie locali, di sicurezza, di godimento di diritti primari come l’assistenza sanitaria, di estensione dei servizi sociali alle moltitudini dei nuovi arrivati. Ma anche così non è in discussione una sostanziale accettazione del processo di mescolamento.


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COMMENTI
12/10/2010 - Fede e violenza: una triste realtà (sandra fei)

Si vede che l'autore non ha mai vissuto nel cuore del Sudamerica (che non è l'Argentina...)! E' apprezzabile, ma fuori posto, il sentimentalismo che mette nell'articolo. Non so dire come potrà il Sudmamerica vincere con la fede cattolica l'Islam, ma so che invece è possibile che una spinta venga dalla cultura di quei paesi, non per il loro "meticciamento" ma per una grazia di fedeltà che il Signore ha concesso in quel punto del mondo. Resta tuttavia una forte, fortissima tendenza alla violenza, che gli stessi sudamericani riconoscono come intrinseca alla loro natura o alla loro cultura. Una violenza nascosta ma spaventosa. Una violenza che, come la mafia da noi, nulla ha a che vedere con la fede e che non accetta l'umiltà autentica che la nostra fede cattolica implica. Per cui, cerchiamo di essere più seri e guardiamo in faccia la realtà. C'è un mondo dove l'altro non esiste se non per i miei comodi e siamo un po' tutti. In Sudamerica però - forti anche di un doloroso complesso di inferiorità - i popoli hanno una fede troppo spesso superstiziosa e come noi in Europa, sono poco propensi a dare e a darsi per gli altri. Altrimenti perché le popolazioni sono ancora così schiacciate da pochi forti e permeate dalla violenza pubblica e privata?