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LETTURE/ Renzo Foa, l’ex comunista colpito da una ragione più grande dell’ideologia

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Con alcuni amici eravamo rimasti colpiti dalla sua storia di noto giornalista che aveva deciso di abbandonare ogni sicurezza per seguire - come dice Scaraffia - un “cammino di ricerca della verità onesto e semplice”. Quando nel 2006 gli proponemmo di presentare la nuova edizione de il Rischio educativo di don Luigi Giussani egli accettò con entusiasmo, lasciandosi interrogare da quell’opera affascinante e difficile di fronte a una sala gremita e partecipe. Foa rimase colpito dall’incontro e decise di pubblicare su Liberal (allora bimestrale, marzo-aprile 2006) il suo intervento e quello della sua interlocutrice Mariella Carlotti.

 

Ci furono poi altre occasioni di incontro. Era affascinato dalla vitalità, ispirata prima da Giovanni Paolo II e poi da Benedetto XVI, del mondo cattolico. “Sembra - ci scriveva - che i temi antropologici e dei diritti umani abbiano assunto una nuova e diversa centralità (la vita, la morte, la famiglia, la sfera della bioetica) e che su questo fronte i cattolici abbiano preso in mano proprio quella bandiera della ragione (non solo, perciò, e non tanto in nome della fede) in passato brandita dal laicismo”. Il confronto con Cristo stava diventando ineludibile. Nessuna crisi mistica, ma un autentico desiderio di compimento attraverso il quale Renzo Foa è riuscito a “portare sino in fondo la ricerca di verità che aveva segnato tutta la sua vita”.

  

(Andrea Capaccioni)



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