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IL RICORDO/ Giorgio Pontiggia, il dono di un educatore di genio

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Prima di diventare rettore del Sacro Cuore, don Giorgio era stato coadiutore della parrocchia di Santa Maria alla Fontana, non distante dal quartiere milanese dell’Isola. E alla Fontana, don Giorgio è stato il capo indiscusso della comunità parrocchiale di Comunione e Liberazione, anche lì con una specialità: l’educazione dei ragazzi. Nelle messe mattutine rimproverava le mamme dei ragazzi, così come avrebbe fatto anni dopo con noi professori del Sacro Cuore.


Fu alla Fontana che imparò cosa significa fissare dentro di sé l’immagine di qualcuno. “La prima volta che sono andato all’oratorio per fare catechismo ai bambini, ne ho visto uno che, pur di non venire a lezione, saltava giù dalla finestra”. In seguito, quel bambino è diventato uno dei suoi ragazzi più amati, all’università ha guidato per anni la comunità di Cl della Cattolica, ha preso due lauree, è diventato giornalista, ha fondato un proprio settimanale e oggi è un giornalista famoso.


“Ma per me - diceva don Giorgio - lui continua a essere il bambino che salta giù dalla finestra per non venire al catechismo. È il tipo di persone che mi sono istintivamente più simpatiche”. Tra l’altro, quel “bambino” è stato per qualche tempo incerto se fare o meno il giornalista, e avrebbe insegnato volentieri anche al Sacro Cuore. “In questa scuola finché ci sono io - mi disse don Giorgio - lui non metterà mai piede”. “Ma non è uno dei tuoi ragazzi preferiti?” “Certo. Ma un conto è la stima personale, un conto la fiducia che dai a un professore”.


Dopo di che, non tornò mai più sull’argomento. Al Sacro Cuore don Giorgio ha sempre usato questo metodo per conoscere le persone: guardarle da diversi punti di vista, accumulare dati e notizie fino a che scatta quell’immagine, qual flash che solo una lunga consuetudine rende possibile, e che riesce ad abbracciare una porzione più vasta della persona. È il metodo della certezza morale. Diceva: “Se io ti faccio ascoltare la Settima di Beethoven (una delle sue passioni) e tu l’hai sentita solo un’altra volta, farai un po’ fatica a riconoscerla. Se invece l’hai già sentita mille volte, ti basterà la prima nota”.

 

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COMMENTI
21/10/2010 - Don Giorgio Pontiggia (Massimo Scotti)

sono stato suo alunno al Liceo Cremona ed ero uno di quelli che come scrive Doninelli, "detestavo" Don Giorgio, per un suo modo troppo burbero di rivolgersi a me o in generale ad altri. Non posso però non riconoscergli e gliene sono grato, di esser sempre stato un segno per me, un segno grande

 
21/10/2010 - grazie (daniele ferrari)

Grazie Luca. Era proprio così.