BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL RICORDO/ Giorgio Pontiggia, il dono di un educatore di genio

Pubblicazione:

giorgio%20pontiggia_R400.jpg

 La dimestichezza che occorre con la musica, ci vuole anche con l’uomo. Questo non deve farci concludere che il suo problema sia stato quello di tenere le persone sotto controllo. Non dico che una certa tendenza al controllo e all’esercizio di un potere non ci fosse, però usare questo aspetto come chiave di lettura significherebbe non capire niente dell’uomo. Questo i ragazzi l’hanno sempre saputo.


I ragazzi, loro, ai quali don Giorgio ha dedicato tutta la propria vita, fino a sviluppare una certa incapacità, una certa goffaggine nei rapporti con le persone adulte (talvolta ho avuto l’impressione che in molti sedicenti “adulti” lui vedesse perlopiù dei mentitori, dei borghesi che avevano seppellito le loro domande fondamentali sotto una coltre di perbenismo e di quieto vivere). Per i ragazzi, don Giorgio era e resterà sempre una persona speciale, anche quando questi ragazzi saranno diventati nonni: DJ, Baviera, Pontiac, Magnifico Reattore sono alcuni tra i moltissimi nomignoli che gli sono stati appioppati.


Molti l’hanno adorato, altri l’hanno detestato, ma nessuno può negare che il rapporto con lui sia stato in qualche modo fondamentale, e che il contenuto di questo rapporto sia stato uno e uno solo: il loro stesso destino. Tutto il resto veniva in sottordine: andamento scolastico, rapporti familiari, problemi affettivi, e così via. Perfino la malattia e la morte. “Sono pochi - ripeteva - quelli che vogliono veramente bene ai ragazzi”.


Questa sua passione totale, divorante per il destino dei ragazzi è il dato fondamentale per capire don Giorgio. Come trasmettere loro la stima, l’amore e la tenerezza che Gesù Cristo nutre per ogni uomo? Don Giorgio tutte le mattine, alle otto meno un quarto, guardava bambini e ragazzi di tutte le età entrare in scuola: chi non voleva abbandonare la mano della mamma, chi se ne liberava con uno strappo, chi ti guardava con occhi di sfida, chi se ne stava incappucciato nella sua felpa con il walkman nelle orecchie e faceva finta di non vederti, chi ti diceva buongiorno per farsi notare da te e chi te lo diceva perché sperava davvero che quello fosse un buon giorno.

 

PER CONTINUARE L’ARTICOLO, CLICCA >> QUI SOTTO

 

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/10/2010 - Don Giorgio Pontiggia (Massimo Scotti)

sono stato suo alunno al Liceo Cremona ed ero uno di quelli che come scrive Doninelli, "detestavo" Don Giorgio, per un suo modo troppo burbero di rivolgersi a me o in generale ad altri. Non posso però non riconoscergli e gliene sono grato, di esser sempre stato un segno per me, un segno grande

 
21/10/2010 - grazie (daniele ferrari)

Grazie Luca. Era proprio così.