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IL RICORDO/ Giorgio Pontiggia, il dono di un educatore di genio

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È sempre la necessità, è sempre il bisogno, e non l’intelligenza, ad arrivare per primo al nocciolo delle questioni; ma la vera intelligenza tien subito dietro, accende il desiderio di imitazione, sa guardare dove è necessario guardare.

 

Don Giorgio è stato, questo lo riconoscono tutti, un educatore di genio, e la sua genialità sta soprattutto nella forza con cui ha saputo tenere in pugno il principio primo dell’educazione in atto di un giovane, e cioè che “ogni educazione è un’educazione completamente sbagliata” (come disse lo scrittore Thomas Bernhard) se non riesce a trasmettere una ragione per cui la vita - tutta la vita! - valga la pena di essere vissuta. Il cristianesimo suggerisce all’uomo questa ragione decisiva.


Vivere l’antropologia cristiana nel concreto delle cose quotidiane, da quelle che ci toccano per forza a quelle che possiamo scegliere, è il senso del cammino educativo, ossia di quell’accompagnamento (proprio come quello musicale, che adorna il canto) con cui possiamo aiutare una persona a compiere il cammino cominciato con la nascita, con il seno materno, e che deve condurre alla piena, libera responsabilità dell’uomo adulto.



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COMMENTI
21/10/2010 - Don Giorgio Pontiggia (Massimo Scotti)

sono stato suo alunno al Liceo Cremona ed ero uno di quelli che come scrive Doninelli, "detestavo" Don Giorgio, per un suo modo troppo burbero di rivolgersi a me o in generale ad altri. Non posso però non riconoscergli e gliene sono grato, di esser sempre stato un segno per me, un segno grande

 
21/10/2010 - grazie (daniele ferrari)

Grazie Luca. Era proprio così.