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PIO XII/ Mieli: nessuna connivenza col nazismo. Tornielli: così salvò gli ebrei

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Dice Mieli: “La figura di Papa Pacelli mi ha sempre incuriosito e quindi sul suo pontificato mi sono documentato, con passione, come storico. Forse il retroterra della mia curiosità derivava dal fatto che mio padre era ebreo e quindi volevo rendermi conto, documentarmi anche personalmente di quello che era successo veramente. Alla fine io posso trarre tre conclusioni di fondo: la prima è che il Papa, nel momento della deportazione, diede un aiuto concreto agli ebrei romani. Il calcolo approssimativo è che almeno 4.500 ebrei trovarono ospitalità e protezione in istituti religiosi e in conventi; la seconda considerazione è che non esiste alcuna prova, qualsiasi tipo di prova, di una connivenza del Papa con il nazismo; la terza è che lo stesso mondo ebraico ha certificato, per almeno venti anni, gratitudine a Pio XII per il suo operato. Si possono ricordare le parole di Golda Meir, ma persino una “Settima” di Beethoven suonata per il Papa dall’Orchestra di Israele. Poi, ogni tanto arrivano altre opinioni e oggi c’è indubbiamente una divisione nel mondo ebraico sulla figura di Pio XII. Ma i documenti e i fatti storici sono quelli che ho ricordato”.

 

La deportazione degli ebrei romani, l’irruzione dei nazisti nel “ghetto di Roma” quante persone coinvolgeva? “Le stime che abbiamo a disposizione riguardano quasi diecimila persone. Si sa che ben mille furono deportate in Germania e finirono nei lager. Era il momento della “soluzione” finale” e quindi finirono nelle camere a gas. Di molti altri ebrei romani non si conosce esattamente la sorte. Ma esiste questo dato che riguarda all’incirca 4.500 persone che furono ospitati, aiutati e salvati da religiosi cattolici che stavano nei conventi e in diversi istituti religiosi. Tutto questo è confermato”.

 

La questione di fondo sembra legata al fatto che, in assenza di una posizione di condanna o di un ordine scritto, nei conventi e negli istituti religiosi poteva crearsi un moto spontaneo di solidarietà verso gli ebrei senza che le gerarchie ecclesiastiche ne fossero al corrente. “È impossibile sostenere una tesi del genere. Il Papa era sicuramente al corrente di quello che avveniva nei conventi romani. A parte il fatto che in quegli stessi conventi stava nascosto metà dell’antifascismo militante che operava a Roma, e che esistevano costanti colloqui tra Vaticano e gli esponenti di quell’antifascismo, un ordine scritto, una presa di posizione pubblica sarebbe apparsa come una sfida intollerabile e avrebbe provocato dei danni incalcolabili, senz’altro maggiori di quelli che erano già accaduti”.

 



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COMMENTI
02/11/2010 - calunnia nata,purtroppo,in casa... (attilio sangiani)

Pare proprio che la calunnia su Pio XII sia nata tra i cattolici filo-comunisti,che nascondevano quello che sapevano su quanto accadeva ed era accaduto in Russia e nell'Est europeo,specialmente in Polonia ed in Istria. Per l'Italia proponevano un regime filo-comunista,come quello vagheggiato da Antonio Gramsci ,come transizione al comunismo tout court,di cui i cattolici sarebbero stati gli utili "apripista". In seguito questo programma venne fatto proprio da Giuseppe Dossetti e viene continuato dai residuati della sinistra basista DC rimasti nel PD di oggi. Mi domando,quanto al filmato,per quale motivo non sia presente la personalità del Rabbino capo di Roma,Israel Zoller,battezzato da Pio XII con il nome di Eugenio. Non solo Golda Meir,quindi....

 
01/11/2010 - PIOXII e il silenzio (maria schepis)

Criticare a fatti avvenuti è sempre facile ma giudicare col metro di oggi fatti di ieri è pretestuoso.I momenti che visse PIO XII non furono certo facili e nessuno può ,secondo me ,pensare che il silenzio del pontefice fosse accettazione.Hitler era un capo di stato,sulla persecuzione razziale c'era un silenzio totale e un gesto ufficiale contro un folle avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.A volere limitarci alla cultura televisiva, un certo don Gallo,ricordato tempo fa sempre da un fiction,si sacrificò per salvare dei perseguitati.E che dire di Padre Kolbe?La Chiesa ancora oggi è fatta di gesti,su crimini che si continuano a perpetrare non mi pare che ci siano documenti ufficiali ma prese di posizioni più o meno diplomatiche.Se il Papà si esprimesse ufficialmente sarebbe accusato d'ingerenza.Io credo che il peso e le responsabilità di un Papa siano enormi perchè il suo potere è ecumenico e quindi costretto a guidare tutti i suoi figli.PIO IX ritirò le sue truppe nella 1° guerra d'indipendenza perchè l'Austria gli ricordò che anche gli austriaci erano suoi figli.Non credo sia poi così facile fare il Papa!