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PIO XII/ Mieli: nessuna connivenza col nazismo. Tornielli: così salvò gli ebrei

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In sostanza lei assolve la figura di Papa Pacelli da tutte le accuse ricorrenti di questi anni? “Sia chiaro che io non voglio minimamente entrare nel merito della causa di Canonizzazione, perché non mi compete. Io do solamente un giudizio storico, fondato su fatti e documenti. E da un punto di vista storico si può affermare che non c’è nulla che, nei rapporti con il nazismo e nelle varie vicende degli ebrei, possa essere imputato al Papa. L’aiuto concreto agli ebrei c’è stato e, ripeto, un ordine scritto, una presa di posizione pubblica sarebbe stata controproducente”.

 

Andrea Tornielli è un altro grande giornalista e uno storico di valore, che ha scritto ben quattro libri su Pio XII, accedendo anche a documenti del tutto inediti sulla figura del Pontefice: “L’ultimo Papa romano nel senso di nato a Roma”, come ricorda Tornielli.

Tornielli ha partecipato nel 2009, a Yad Vashem, il Museo della Shoah di Gerusalemme, a un incontro tra storici ebrei e storici cattolici proprio sulla figura di Pio XII: “Ci sono posizioni differenti, ma posso dire che si è anche instaurato un dialogo importante. È stato un momento bello e interessante”. Ma quello che interessa mettere in luce a Tornielli, proprio da bravo storico, è la solita questione di fondo: “Il silenzio di Pio XII, la mancanza di un ordine scritto anche sulla tragica vicenda del ghetto di Roma. In quel momento si potevano contare a Roma 750 conventi e vari istituti religiosi. È provato che almeno in 290 di questi posti oltre 4.500 ebrei furono ospitati e salvati. Questa è una stima prudenziale, si potrebbe dire per difetto. Ma documenti, ricordi, testimonianze lo confermano. Si dice che il Papa non sapesse nulla di tutto questo. E la cosa è veramente insostenibile. Chi accusa di solito Pio XII di essere esponente di una Chiesa verticista, che aveva bisogno solo di esecutori, lo ritiene poi capace di non sapere quello che accadeva negli istituti religiosi romani. In realtà, il Papa e il suo Sostituto alla Segreteria di Stato sapevano benissimo tutto. Si pensi al ruolo che Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, svolgeva con Pio XII e ai rapporti che lo stesso Montini aveva con gli esponenti dell’antifascismo, che vivevano ospiti negli stessi conventi romani, a contatto con gli ebrei salvati. Diciamo piuttosto una verità che è scomoda per molti: se il Papa avesse fatto una dichiarazione pubblica oppure avesse firmato un ordine scritto, sarebbe certo stato apprezzato dai posteri, ma avrebbe potuto provocare reazioni disastrose soprattutto per i perseguitati. Aveva contro un signore che si chiamava Adolf Hitler”.



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COMMENTI
02/11/2010 - calunnia nata,purtroppo,in casa... (attilio sangiani)

Pare proprio che la calunnia su Pio XII sia nata tra i cattolici filo-comunisti,che nascondevano quello che sapevano su quanto accadeva ed era accaduto in Russia e nell'Est europeo,specialmente in Polonia ed in Istria. Per l'Italia proponevano un regime filo-comunista,come quello vagheggiato da Antonio Gramsci ,come transizione al comunismo tout court,di cui i cattolici sarebbero stati gli utili "apripista". In seguito questo programma venne fatto proprio da Giuseppe Dossetti e viene continuato dai residuati della sinistra basista DC rimasti nel PD di oggi. Mi domando,quanto al filmato,per quale motivo non sia presente la personalità del Rabbino capo di Roma,Israel Zoller,battezzato da Pio XII con il nome di Eugenio. Non solo Golda Meir,quindi....

 
01/11/2010 - PIOXII e il silenzio (maria schepis)

Criticare a fatti avvenuti è sempre facile ma giudicare col metro di oggi fatti di ieri è pretestuoso.I momenti che visse PIO XII non furono certo facili e nessuno può ,secondo me ,pensare che il silenzio del pontefice fosse accettazione.Hitler era un capo di stato,sulla persecuzione razziale c'era un silenzio totale e un gesto ufficiale contro un folle avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.A volere limitarci alla cultura televisiva, un certo don Gallo,ricordato tempo fa sempre da un fiction,si sacrificò per salvare dei perseguitati.E che dire di Padre Kolbe?La Chiesa ancora oggi è fatta di gesti,su crimini che si continuano a perpetrare non mi pare che ci siano documenti ufficiali ma prese di posizioni più o meno diplomatiche.Se il Papà si esprimesse ufficialmente sarebbe accusato d'ingerenza.Io credo che il peso e le responsabilità di un Papa siano enormi perchè il suo potere è ecumenico e quindi costretto a guidare tutti i suoi figli.PIO IX ritirò le sue truppe nella 1° guerra d'indipendenza perchè l'Austria gli ricordò che anche gli austriaci erano suoi figli.Non credo sia poi così facile fare il Papa!