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LETTURE/ Cosa rimane oggi di Kerouac e della generazione "On the road"?

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Jack Kerouac  Jack Kerouac

Critica ed ironia che nascondono una nostalgia per l’America precedente allo scoppio della seconda guerra mondiale: un passato che viene da Kerouac mitizzato, popolato da “uomini forti”, individui non soggetti al lavaggio dei cervelli a cui è sottoposto l’americano medio degli anni 50. Una generazione quella di Kerouac che aveva conosciuto gli orrori della seconda guerra mondiale e sopratutto era stata testimone della esplosione della bomba atomica. Questo spiega non solo l’antimilitarismo e il pacifismo della  Beat Generation, ma anche l’avversione di Kerouac per ogni forma di disciplina, il  suo disagio nevrotico, le sue speranze e disperazioni. Le sue rischiose vie di fuga offerte dall’alcool, dalla marijuana e dalla benzedrina rivelano un’ansia e un male di vivere che aumenta col tempo.

Il movimento beat non solo si è prolungato nel tempo, ma è da considerarsi eterogeneo avendo avuto al suo interno diverse tendenze. Per questo  bisogna  evitare generalizzazioni e tenere presenti le diverse personalità e formazioni culturali dei suoi componenti. Ne è un esempio la biografia di   Kerouac, figlio di emigrati franco-canadesi, che visse la sua infanzia e giovinezza a Lowell, città industriale  del Massachusetts, nell’ambito della comunità franco-canadese, poco integrata nella realtà americana. Come giustamente ha messo in evidenza Gerald Nicosia nella sua biografia su Kerouac (1986), queste sue radici spiegano l’atteggiamento d’amore-odio che egli nutrì nei confronti dell’America.

La sua posizione restò sempre quella di un individuo che guardò l’America da una posizione marginale. Come anche importante è la sua educazione cattolica, da cui non riuscì mai a liberarsi,  nonostante la sua vita movimentata, intensa e ricca di avventure di ogni tipo. Essa spiega sia il suo vivere il sesso con un continuo senso di colpa, di cui mai si liberò, sia  la  sua tendenza al misticismo come quando fu attratto dal buddismo e dalla filosofia Zen.

Si diceva all’inizio che la Beat Generation è un fenomeno tipicamente americano e questo emerge, ad esempio, dal modo in cui Kerouac riscrive, talvolta parodiandoli, alcuni temi trattati dai grandi scrittori  della tradizione letteraria americana Emerson, Thoreau, Whitman, Poe e Melville. On the Road si configura infatti come un romanzo epico, di iniziazione, in cui il tema del viaggio è dominante. Il viaggio diventa per il giovane protagonista Sal e per l’amico Dean (nella realtà Kerouac e Neal Cassady)  non solo un modo per conoscere la realtà americana nella sua multiforme complessità, ma anche per viverla, per esperirla nella sua pienezza.

Anche l’attenzione che Kerouac ha per i piccoli e insignificanti episodi della vita quotidiana è una caratteristica che si può ritrovare in uno scrittore come Williams Carlos Williams. Profondamente americana è infine la sua visione della realtà, mai astratta e intellettualistica, come poteva essere quella dei giovani esistenzialisti francesi (alla quale è stata abbastanza erroneamente accostata), ma fondata essenzialmente sulla fisicità e sulla corporeità.



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