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LETTURE/ Citati: il mio Leopardi, anima inquieta prigioniera di un desiderio impossibile

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«Sono d’accordo, anche se questo non ha molta importanza. La lingua italiana è meravigliosa, è una lingua che vive, muore, rinasce e noi ancora oggi non l’abbiamo capita sino in fondo. In realtà l’unico autore della nostra letteratura che abbia veramente capito la lingua italiana è proprio Leopardi. E la sua è un’interpretazione della nostra lingua che purtroppo ci sta sfuggendo. La stiamo dimenticando».

 

In un suo articolo su Repubblica, parlando di tutt’altro, lei cita Leopardi. Come si fa a tener vivo, nel decadimento di oggi, «il primo uomo» di Leopardi, la nostra «anima infantile» capace di stupore?

 

«È la stessa cosa che Goethe chiama “natura originale”. Essa può essere tenuta in vita soltanto con la forza della nostra intelligenza e delle nostre sensazioni... È comunque un’impresa difficilissima. Fortunatamente la bellezza può aiutare questa continua ricerca».

 

 



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COMMENTI
18/11/2010 - impossibile ? (attilio sangiani)

"Ciò che non è possibile agli uomini è possibile a Dio". La prigione di Leopardi era la metafisica sensista e materialistica del '700,da cui non si era liberato,nonostante il conte Monaldo,o forse a causa del rigetto del figlio per i padre. Rigetto che mi pare analogo a quello di F.W.Nietzsche per il padre "pastore evangelico" la madre e la sorella.