BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Gotti Tedeschi: così Benedetto sfida il relativismo e difende la ragione

Pubblicazione:

Benedetto XVI (Ansa)  Benedetto XVI (Ansa)

«Cinquecento anni di pensiero occidentale, dalla riforma protestante fino al positivismo e al relativismo dei valori. Il grande messaggio sul quale non si insisterà mai abbastanza - e che risponde anche alla sua domanda iniziale sul relativismo - è che l’irrazionalità del comportamento umano si realizza quando si perde di vista la verità. Il riferimento fondamentale, unico, degli strumenti che l’uomo ha a disposizione è il progetto di Dio, la verità della fede. Solo nel rispetto di questo ordine si può attuare la carità nella verità».

 

Secondo lei dunque la grande crisi non è solo crisi economica, ma crisi di un modo di intendere l’uomo e i suoi valori.

 

«Stiamo ai fatti. Se l’uomo prescinde dalla verità, il prodotto è la crisi economica che abbiamo vissuto. In cui si è negata la verità - cioè la vita e lo sviluppo integrale dell’uomo - e le leggi dell’economia sono divenute fine a se stesse. L’uomo economico ha trasformato il mezzo in fine. Meglio: ha permesso allo strumento economico di assumere autonomia morale».

 

È proprio sicuro che un’etica laica non possa arrivare ad attuare -come lei dice - «la carità nella verità»?

 

«Può certamente farlo ma il risultato è tutto da vedere. Chiediamoci però che cos’è un’etica laica. Se prescindiamo dall’ordine naturale, cioè dal progetto di Dio nella creazione, quella che chiamiamo etica laica non è nient’altro che la riduzione della religione ad un’etica di comportamento: i dieci comandamenti meno il primo. Ma i nove comandamenti senza il riferimento a Dio ci portano al massimo ad elaborare etiche sociali legate ai tempi e alle mode. Cosa potrebbe voler dire “non rubare”? Rubare ai ricchi e agli speculatori perché sono stati a loro volta ladri. Non mi sembra una “conclusione” molto distante da una certa attualità».

 

Non basta però essere cattolici per fare il bene.

 

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/11/2010 - Tornare a scuola per crescere,giovani e vecchi! (luisella martin)

Purtroppo, pur provenendo da una famiglia di ragionieri,non capisco niente di economia,finanza,ecc.Ho letto queste frasi nell'articolo:"...e con essi le tasse che compensano la crescita dei costi fissi"-"Non potendo guadagnare di più del costo dei consumi..."-"L'uomo economico ha trasformato il mezzo in fine"-e non le ho capite. Anche l'ultima enciclica del Papa é difficile per me da capire davvero. Perché Gotti Tedeschi non scrive un libro in cui spiega,con parole e disegni elementari,il mondo del mercato e dell'economia? Credo che molte altre persone siano,come me,"digiune"sull'argomento e mi rendo conto che spiegare le cose a chi non le sa,é molto difficile,per questo mi rivolgo ad una persona di competenze elevate! In questo modo molte persone come me capirebbero davvero l'eventuale necessità di cambiare comportamenti.Se il presidente non può farlo,troverà certamente giovani(uomini e donne)capaci e preparati,disposti a donare le loro conoscenze.Per un cristianesimo fatto di uomini e donne sempre più razionali "Ip-Ip-Urrah"!