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PAPA/ Gotti Tedeschi: così Benedetto sfida il relativismo e difende la ragione

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Benedetto XVI (Ansa)  Benedetto XVI (Ansa)

«Certo che no. Qui si apre un altro problema: quanto i cattolici siano sotto l’influenza della mentalità dominante o viceversa fedeli alla verità conosciuta. Negli ultimi trent’anni abbiamo fatto poca dottrina. Chi aveva la responsabilità di insegnarci la dottrina e magari invece ci raccontava metafore a sfondo economico e sociale? È anche questa l’emergenza educativa di cui parla il Papa quasi ogni giorno».

 

Lei ha detto di recente che «le casalinghe hanno salvato il mondo e l’Italia nel dopoguerra». Quali sono le scelte che aiutano la famiglia oggi?

 

«Favorire la famiglia è frutto innanzitutto di una scelta culturale: il valore della famiglia deve riconquistare le culture e i cervelli, contrastando i convincimenti attaccati dal relativismo e dal nichilismo dominanti. Il rapporto uomo-donna non può essere solo centrato nell’ottica del reciproco soddisfacimento, ma anche su quello della responsabilità, della costruzione di una famiglia e dell’educazione dei figli. Al tempo stesso occorre l’aiuto economico. La politica italiana è piena di parlamentari che sono stai eletti garantendo la tutela della famiglia e della vita ma che poi sono puntualmente “scomparsi”».

 

Qual è la sua proposta?

 

«Incentivare la formazione di famiglie con figli, mettendo con adeguati sgravi le coppie giovani in condizione di potersi sposare, e riconoscere un sussidio per ogni figlio mantenuto fino all’età, mettiamo, dell’università. Il problema dovrebbe essere gestito a livello europeo, proprio come avviene per il patto di stabilità che vincola ogni nazione europea ad un deficit non superiore al 3 per cento del Pil. Ci vorrebbe un patto di stabilità che riserva una quota di Pil nella famiglia».

 

E perché servirebbe l’Europa?

 

«Perché altrimenti noi da soli non lo faremo mai. In tal modo se non altro dovremmo rispettare un vincolo europeo. È la forza delle leggi. Se non ne siamo capaci chiediamo a qualcun altro di farle per noi».

 

(Federico Ferraù)

 

 



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COMMENTI
25/11/2010 - Tornare a scuola per crescere,giovani e vecchi! (luisella martin)

Purtroppo, pur provenendo da una famiglia di ragionieri,non capisco niente di economia,finanza,ecc.Ho letto queste frasi nell'articolo:"...e con essi le tasse che compensano la crescita dei costi fissi"-"Non potendo guadagnare di più del costo dei consumi..."-"L'uomo economico ha trasformato il mezzo in fine"-e non le ho capite. Anche l'ultima enciclica del Papa é difficile per me da capire davvero. Perché Gotti Tedeschi non scrive un libro in cui spiega,con parole e disegni elementari,il mondo del mercato e dell'economia? Credo che molte altre persone siano,come me,"digiune"sull'argomento e mi rendo conto che spiegare le cose a chi non le sa,é molto difficile,per questo mi rivolgo ad una persona di competenze elevate! In questo modo molte persone come me capirebbero davvero l'eventuale necessità di cambiare comportamenti.Se il presidente non può farlo,troverà certamente giovani(uomini e donne)capaci e preparati,disposti a donare le loro conoscenze.Per un cristianesimo fatto di uomini e donne sempre più razionali "Ip-Ip-Urrah"!