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LUCE DEL MONDO/ Magister: la fede del Papa non è "contro", ma per il cuore dell’uomo

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Benedetto XVI (Ansa)  Benedetto XVI (Ansa)

 

«Infatti. Ad esempio, anche quando il Papa tocca argomenti di carattere teologico e morale non usa mai tecnicismi. Lo vediamo nella parte che tutti i giornali o quasi hanno anticipato nei giorni scorsi, quella relativa all’uso del profilattico: Benedetto XVI non usa le formule tipiche della discussione teologica morale su questi argomenti, ma le parole “normali” di una persona normale. Ecco, questo libro smantella definitivamente, se mai ce ne fosse ancora bisogno, lo stereotipo di un Benedetto XVI retrogrado, inquisitore, professore gelido. L’immagine che viene dal libro è diametralmente opposta: quella di una persona che non tace le critiche, ma che al tempo stesso è colma di benevolenza per il mondo e gli uomini».

 

L’uscita è stata segnata da una preponderante attenzione ai temi di morale sessuale. Molti giornali hanno parlato di una prima «apertura» di Benedetto XVI alla contraccezione, tanto che lunedì padre Lombardi è dovuto intervenire con una precisazione ufficiale. Come lo spiega?

 

«È noto che l’enciclica Humanae vitae è la più contestata dell’ultimo secolo. Ma Benedetto XVI ne riafferma integralmente il contenuto, quindi non è possibile in alcun modo rinvenire nell’intervista un distacco dagli elementi dottrinali contenuti in quell’enciclica e ribaditi nel Catechismo. La preoccupazione del Papa è un’altra: ferma restando la dottrina, vanno trovate forme più adeguate per tradurla nella pratica pastorale. Nello specifico, la citata “apertura” non riguarda il profilattico come contraccettivo, ma il suo uso con una finalità decisamente diversa, quella protettiva della vita altrui. In ogni caso, passaggi come quello sono destinati a recuperare il loro autentico significato nel contesto del discorso del Papa».

 

Ma perché secondo lei è divenuto un caso mediatico?

 

«Perché la sfida rimane oggi quella della libertà del soggetto. La sua crisi dipende dalla perdita della verità: se questa è compromessa, si diviene incapaci di distinguere il bene dal male, si perde la capacità di scegliere, si smarrisce la strada nella quale esercitare la propria natura libera».

 

Esiste il pericolo che il Papa divenga vittima di un cliché, come quello che oppone il “grande comunicatore” Giovanni Paolo II al “professor Ratzinger”, custode dell’ortodossia cattolica?

 



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COMMENTI
25/11/2010 - che bello! (luisella martin)

Le parole del Papa,di questo Papa, hanno portato in me la conseguenza di sentirmi accolta davvero nella Chiesa. Avevo cambiato regione,quando Benedetto XVI fu eletto,e avevo scelto di vivere al sud dopo tanto peregrinare. Mi trovai perciò inserita in una diocesi dove,nonostante tutta la mia buona volontà,sono stata accolta come una straniera,una "diversa"..Questo meraviglioso Papa,però,mi faceva capire,in ogni suo intervento,che anche io ero chiesa cristiana,ero di Cristo. Propongo che i vescovi italiani facciano leggere e studiare le parole del Papa nelle parrocchie e in ogni comunità ecclesiale,istituendo una specie di lectio divina,che forse si potrebbe definire "lectio papalis"(scusate se ho dimenticato il latino!)...in risposta a quanti nella chiesa hanno visto in questo Papa un contrasto con Giovanni Paolo II, giudicandolo con pregiudizio e presunzione