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LUCE DEL MONDO/ Magister: la fede del Papa non è "contro", ma per il cuore dell’uomo

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Benedetto XVI (Ansa)  Benedetto XVI (Ansa)

«Il libro è stato certamente voluto per consentire al Papa di esprimersi nel modo più diretto possibile. Non ho dubbi che questo libro valga molto di più, dal punto di vista comunicativo, di cento omelie, che sono il capolavoro di questo pontificato ma che arrivano inesorabilmente soltanto ad una cerchia molto ristretta di persone. Lo strumento del libro, invece, e a maggior ragione del libro-intervista, consente al Papa di parlare nel modo più libero e spontaneo, facendosi “ascoltare” dal lettore, senza mediazioni. Sono convinto che sia stata una scelta deliberata e consapevole».

 

Come va d’accordo, a suo modo di vedere, quella che ha chiamato «benevolenza per il mondo e gli uomini» con la critica degli aspetti del mondo contemporaneo estranei o ostili alla fede?

 

«“Che l’atmosfera non sarebbe stata sempre gioiosa - dice Benedetto XVI, a proposito della sua elezione - era evidente in considerazione dell’attuale costellazione mondiale, con tutte le forze di distruzione che ci sono, con tutte le contraddizioni che in essa vivono, con tutte le minacce e gli errori. Se avessi continuato a ricevere soltanto consensi, avrei dovuto chiedermi se stessi veramente annunciando tutto il Vangelo”. La fiducia in Dio non impedisce al Papa di tenere gli occhi bene aperti».

 

«La disponibilità cristiana ad essere segno di contraddizione è il filo conduttore della sua biografia», dice Seewald al Papa. Non si può negare che la vita di Joseph Ratzinger è anche la storia personale dell’incontro di un cristiano col mondo contemporaneo. Ma qual è il cristianesimo, secondo lei, che emerge in queste pagine?

 

«C’è una frase splendida: “il cristianesimo dà gioia, allarga gli orizzonti... un’esistenza vissuta sempre e soltanto ‘contro’ sarebbe insopportabile”. È un cristianesimo che vuole offrire alla modernità ciò che essa rischia di smarrire. Torniamo così alla priorità dichiarata di questo pontificato, portare Dio agli uomini. Non un Dio che in epoca smisuratamente lontana ha creato il mondo e poi se n’è dimenticato, ma un Dio che si prende cura costantemente degli uomini, che riempie, ora come sempre, il cuore dell’uomo».

 

 



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COMMENTI
25/11/2010 - che bello! (luisella martin)

Le parole del Papa,di questo Papa, hanno portato in me la conseguenza di sentirmi accolta davvero nella Chiesa. Avevo cambiato regione,quando Benedetto XVI fu eletto,e avevo scelto di vivere al sud dopo tanto peregrinare. Mi trovai perciò inserita in una diocesi dove,nonostante tutta la mia buona volontà,sono stata accolta come una straniera,una "diversa"..Questo meraviglioso Papa,però,mi faceva capire,in ogni suo intervento,che anche io ero chiesa cristiana,ero di Cristo. Propongo che i vescovi italiani facciano leggere e studiare le parole del Papa nelle parrocchie e in ogni comunità ecclesiale,istituendo una specie di lectio divina,che forse si potrebbe definire "lectio papalis"(scusate se ho dimenticato il latino!)...in risposta a quanti nella chiesa hanno visto in questo Papa un contrasto con Giovanni Paolo II, giudicandolo con pregiudizio e presunzione