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IL CASO/ 2. Sechi: cari ex "compagni", aprire gli archivi di Stato non ribalta la storia

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

L’appello per porre fine ai segreti di Stato diffuso ieri dai mezzi di informazione è sottoscritto da persone di diverso ed opposto schieramento politico. Questo carattere corale mostra come la protesta contro la secretazione di documenti, oltre i trent’anni, denunci un uso abusivo, e quindi intollerabile, della necessaria riservatezza con cui vanno accolte e conservate informazioni e analisi di organi delicati come i servizi segreti o i ministeri  dell’Interno e della Difesa.

Credo sia un eccesso, cioè una forma di “democraticismo”, pretendere che a tutti i cittadini sia consentito di accedere alla documentazione archivistica, e che i nomi che compaiono in rapporti riservati vengano resi di pubblico dominio. C’è una legge dello Stato (sul diritto alla privacy) che lo impedisce, per il rispetto dei cittadini magari coinvolti marginalmente o anche per errore in vicende delittuose.

C’è anche un’altra esigenza  da salvaguardare: nell’esaminare carte di informatori, di spie, di agenti bisogna disporre di conoscenze storiografiche e di una capacità di ponderazione che presuppongono, oltre a un desiderio di deplorazione e di denuncia, una precisa cultura. I documenti non parlano da soli, bisogna essere in grado di interpretarli. Pertanto, non siamo tutti uguali nel momento in cui ne abbiamo la stessa uguale conoscenza.

Mi sembra, invece, opportuno chiedere al governo che l’enorme documentazione sull’Italia repubblicana, con particolare riferimento alle stragi, ad attentati, tentativi di colpi di stato ecc. esistenti all’estero - per fare qualche esempio, nei National Archives di Washington e Londra - sia esplorata da un picco lo gruppo di studiosi, e venga trasferita negli archivi italiani. A disposizione dei magistrati e degli studiosi.



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COMMENTI
26/11/2010 - ora sono d'accordo (attilio sangiani)

Caro Sechi avevo commentato il suo articolo relativo alle assoluzioni di Brescia,esprimendo gli stessi concetti che ora leggo in questo articolo. Cordialmente Sangiani