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ARTE/ L’ultima "pietra" della Sagrada Familia è di Papa Benedetto

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“La Chiesa non smette mai di costruire, ed è per questo che il suo capo è il Pontefice - cioè colui che costruisce ponti -; i templi sono ponti per raggiungere la Gloria”. Antoni Gaudì (citato da Joan Bergósi Massó, Gaudí, el hombre y la obra, 1974).

 

Il Papa, nella sua visita a Barcellona, ha dedicato il Tempio espiatorio della Sagrada Familia. “Questo giorno - ha detto Benedetto XVI - è un punto significativo in una lunga storia di aspirazioni, di lavoro e di generosità, che dura da più di un secolo. In questi momenti, vorrei ricordare ciascuna delle persone che hanno reso possibile la gioia che oggi pervade tutti noi: dai promotori fino agli esecutori di quest’opera; dagli architetti e muratori della stessa, a tutti quelli che hanno offerto, in un modo o nell’altro, il loro insostituibile contributo per rendere possibile la progressiva costruzione di questo edificio”. Nella sua omelia il Papa ha voluto ricordare “l’anima e l’artefice di questo progetto: Antoni Gaudì, architetto geniale e cristiano coerente, la cui fiaccola della fede arse fino al termine della sua vita, vissuta con dignità e austerità assoluta”.

 

In una cerimonia dalla liturgia splendida ed in uno spazio unico, il Papa ha consacrato un tempio “a maggiore onore e gloria della Sacra Famiglia” e ha trasformato in realtà l’augurio del grande poeta Joan Maragall: “questo tempio è come un grande fiore nel quale l’Oriente fiorisce, stupito di essere nato qui cresce nell’attesa dei fedeli che arriveranno”.

 

Domenica centinaia di migliaia di fedeli hanno contemplato questo tempio. Gaudì, ci ha detto il Papa nella sua omelia, “realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti: superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza”.

 

Perchè, ha continuato, “la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo”.



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