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CENSIS/ Borgna: così i piccoli desideri hanno ucciso il "grande" desiderio

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Vincent Van Gogh, Campi di grano (1890, particolare)  Vincent Van Gogh, Campi di grano (1890, particolare)

«Dobbiamo distinguere tra piccoli e grandi desideri. È solo il grande desiderio che ci può far consapevoli della nullità dei piccoli, vacui, diradanti desideri che svuotano l’anima e non le consentono di cogliere fino in fondo il senso della vita». Eugenio Borgna, psichiatra, ha sotto mano l’ultimo volantino di Cl, dove si parla di desiderio, esperienza e ideologia. Lo spunto è dato dall’ultimo rapporto Censis. È una crisi del desiderio, dice il Censis, a prostrare la nostra società, «pericolosamente segnata dal vuoto».

 

Professore, c’è un «calo del desiderio»?

 

«Distinguerei tra grandi e piccoli desideri. Questi ultimi sono quelli di chi desidera che le giornate siano piene di ricchezza, di luce e di fortuna; ad essere in crisi, oggi, mi sembra il grande desiderio. Esso è vivo solo quando è attraversato da un’indomita aspirazione all’infinito, che sopravvive anche quando i piccoli desideri della vita quotidiana vengono infranti, si cancellano, non si realizzano. La grande crisi di oggi è il venir meno del desiderio di Dio, così che il futuro è soltanto quello delle piccole, diuturne aspirazioni, le quali finiscono purtroppo per rappresentare il solo orizzonte di vita al quale oggi siamo portati un po’ tutti. Ecco, il tema del Censis andava forse disarticolato in questi due aspetti».

 

Secondo lei c’è oggi il rischio di confondere una crisi antropologica con una patologia?

 

«Se distinguiamo i piccoli, effimeri, precari, temporanei e insignificanti desideri dai grandi desideri, i desideri che danno un senso alla vita vivono solo in chi sia persona, consapevole del fatto che il significato dell’esistenza si realizza solo se noi entriamo in comunione - e non appena in comunicazione - con gli altri, in un dialogo virtualmente senza fine. Con gli altri e ultimamente con Dio, che è il fondamento di ogni desiderio reale».

 

Chi attenta all’integrità del nostro desiderio?

 

«Il nichilismo è quel veleno che si esprime, anche quotidianamente, nel contesto della ricerca di beni, di occasioni, di orizzonti che non hanno però l’afflato l’espansione la grandezza e la nobiltà dei grandi desideri. Se questi vanno in crisi, è ovvio che anche i piccoli desideri si manifestino nella loro inconsistenza. Da questo contraccolpo può scaturire la depressione».

 

«Il desiderio - ha scritto Luigi Giussani, citato nel volantino - può appiattirsi se non trova un oggetto all’altezza delle sue esigenze». Cosa permette al desiderio di non essere ultimamente succube del potere?

 



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COMMENTI
20/12/2010 - EDUCARE IL DESIDERIO (Angelo Lucio Rossi)

L'educazione è il punto da cui ripartire.Ripartire dall'umano, dalle esperienze, dai bisogni. Rpartire dal nostro essere "mancanti". Ripartire dall'aprirci a noi stessi accorgendoci vivamente delle nostre esperienze che non possono accontentarsi dei piccoli desideri.I piccoli desideri svuotano l'anima e il corpo.Dobbiamo riconsiderare tutto l'umano sorprendendone tutti gli aspetti, cercarne tutti i significati. La questione è semplice. La questione è come vivo l'incontro con me stesso e con il "grande" desiderio. La questione è come mi abbraccio.Per aiutarci abbiamo bisogno di Qualcosa d'altro, abbiamo bisogno di una Presenza amica. Ecco il Natale. Qualcuno è venuto incontro a questa nostra impotenza. Qualcuno è venuto incontro al "grande" desiderio.E' interessante per l'io di ciascuno non sottrarsi a questa iniziativa carnale del Mistero che mendica il nostro cuore.

 
14/12/2010 - De-siderio (Diego Perna)

Credo che la crisi economica possa essere terreno fertile per risvegliare il desiderio, ma potrebbe esserlo anche il miglior benessere possibile. Non c'è circostanza privilegiata o meno dove si può incontrare Dio nella propria vita. L'ostacolo è il sentirsi, in qualche maniera onnipotenti, bastevoli a se stessi, non bisognosi. La crisi, la mancanza di lavoro, non ruscire a pagare l'affitto o la retta dell'università, possono favorire il chiedersi il senso delle cose e quindi della vita. Ma se non accadesse così anche per chi possiede miliardi o governa un paese, anche se eletto democraticamente,(per non creare equivoci), non sarebbe vero e non avrebbe scopo desiderare per se e per chi si vuol bene, di più. Molto ma molto di più. Buona serata

 
14/12/2010 - Desiderio (claudia mazzola)

Sono affascinata da quello che mi circonda, tutto voglio afferrare e come lo posseggo cado. Questo mio enorme limite viene raccolto da una grande Misericordia e più sono a terra più Lo desidero in un tenero sorriso.