BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CENSIS/ D’Avenia: per guarire il desiderio, andiamo a "caccia" di persone felici

Pubblicazione:

operaio_usa900_hineR400.jpg

Si scatena così una lettura pessimistica del reale, come luogo incapace di soddisfare tutti i desideri, e delle persone, come mezzo o ostacolo per la soddisfazione di quei desideri. Le dipendenze, di qualunque tipo siano, sono frutto di un desiderio immediatamente e infantilmente soddisfatto, che non sa più uscire dal circolo autoreferenziale e confrontarsi con la realtà, come l’ubriaco de Il Piccolo Principe, che alla domanda: “Perché bevi?”, risponde “Perché ho vergogna”. “Di cosa hai vergogna?” - rincara il bambino. “Di bere” - risponde l’ubriaco».

 

Lei oltre che scrittore è uomo di scuola. Qual è secondo lei la cifra più emblematica del “cuore” dei giovani in questi anni? Che cosa desiderano?

 

«Il cuore dei giovani è lo stesso di sempre, siamo noi adulti ad essere diventati spesso incapaci di mostrare il bene, la verità, la bellezza. Se una facoltà non viene utilizzata si rattrappisce, sparisce. Oggi è lo spirito ad essere nascosto, rattrappito, addormentato. Basta però andare a prendere i ragazzi in questo pozzo profondo di insoddisfazione, perché il desiderio riscopra se stesso e si metta in viaggio. Baudelaire, altro grande profeta della condizione moderna, all’inizio del suo poema dice che il grande vizio della natura umana è la noia, che tutto divora. I suoi Fiori del male sono il resoconto della ricerca dell’antidoto alla noia del piacere soddisfatto, che ha momenti di esaltazione e di prostrazione, con quella bipolarità tipica dell’adolescente. La soluzione è nascosta nell’ultima parola dell’ultima poesia, intitolata Il viaggio. Questa parola è “nuovo”. La ricerca del nuovo è ciò che vince la noia e rimette in moto il desiderio. I ragazzi hanno un disperato bisogno di uscire dalla noia di una libertà che gira a vuoto, perché è ridotta a banale “non invadere” lo spazio altrui. Il nuovo è percepito come ciò è più recente, cioè in realtà ciò che è meno vecchio. Questo però non è il vero nuovo che disseta il cuore e vince il nemico della noia della routine quotidiana. Il nuovo si trova solo in ciò che sa dare sempre più di sé stesso ad ogni incontro, ciò che ha profondità. Dante è sempre nuovo, Shakespeare è nuovo, un panorama, un amico, un amore sono nuovi. Dio è il nuovo per eccellenza. Chesterton diceva che Dio è giovane, siamo noi ad essere vecchi. Sarà per questo che il Figlio dell’uomo nell’Apocalisse promette la grande soluzione: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”».

 

Don Luigi Giussani ha sempre definito il “cuore” in senso biblico, come unità di ragione - intesa in senso ampio, non ridotta secondo il paradigma razionalistico - e di affezione. È questa la scaturigine del desiderio umano. È una chiave di lettura che trova confermata?

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
15/12/2010 - RIMETTIAMOCI IN MOVIMENTO (Angelo Lucio Rossi)

Di fronte all'emergenza educativa e al nichilismo opaco è necessario riproporre con tutta la baldanza che abbiamo addosso la Bellezza. Trovare la Bellezza nascosta nel quotidiano e proporla. Sarà la Bellezza a guarirci dal nichilismo e dal non senso.Non dobbimao più soffermarci sulle sterili analisi. L'emergenza educatica ci chiede di mettere in moto l'io e il desiderio.In questi giorni di scuola mentre negli altri istituti si ripeteva il rito stanco delle occupazioni, nel Liceo Marconi di Pescara si svolgevano le "Giornate della Bellezza"(13-14 DICEMBRE).Mostre artistiche, gemellaggi con scuole africane,incontri con associazioni di volontariato,laboratori didattici e incontri con tante personalità della cultura e dell'arte.. E se uno dei compiti più urgenti, ma anche più affascinanti, della scuola fosse quello di educare a cercare il vero riconoscendolo attraverso la bellezza della realtà?

 
15/12/2010 - de-disedere = sentire la mancanza delle stelle/Dio (LUISA TAVECCHIA)

riporto un passaggio dell'intervista a Eugenio Borgna di ieri, che mi trova pienamente concorde, come pure la bella e profonda int. a D'Avenia. grazie sempre di queste iniezioni miracolose. ciao luisa ''Che cosa aiuta oggi una persona dimentica di sé a recuperare la portata incommensurabile del proprio desiderio? «“Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas” (Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità; Agostino, De vera rel. 39, 72). Sentire il battito del proprio cuore, seguire il cammino misterioso che porta verso l’interiorità, vedere, ascoltare la voce dell’Infinito che è presente in ciascuno di noi ma che non sempre o quasi mai, di volta in volta, di epoca in epoca, sappiamo ascoltare, bruciati dal fascino fatuo delle circostanze. Non siamo pietre immobili, siamo anime aperte a tutto quello che ci circonda e se sappiamo cogliere e ascoltare la voce misteriosa dell’infinito, ecco che quest’ansia di recupero dei significati più profondi della nostra vita si realizza»