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CENSIS/ D’Avenia: per guarire il desiderio, andiamo a "caccia" di persone felici

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«Testimoni della felicità. Oltre alla bellezza, questo è l’argomento che lascia ammutolito chiunque. Una vita felice dal primo all’ultimo momento è una vita che vale la pena di essere vissuta. Andare a caccia delle persone felici e chiedere loro ragione della loro felicità. Solo questo risveglierà il desiderio di una vita più grande e piena. Una volta una studentessa dopo una lezione sulla poesia mi disse che avrei fatto meglio a leggere meno poesia e a guardare di più il “Grande Fratello”. Credevo di avere fallito: mi sbagliavo. Quella ragazza in realtà mi stava chiedendo di non provocare più la sua libertà, di non portare in classe la differenza tra il bello e il brutto. Mi chiedeva di tornare nel mondo piccolo e brutto della tv e di smetterla di complicarle la vita comoda che aveva scelto. Il relativismo è la cultura dell’indifferenza (non c’è differenza tra le cose) e genera indifferenti, capaci di consolarsi solo con forti e continue emozioni. Solo chi sa, vuole e ha il coraggio di testimoniare ciò che fa la differenza tra il vero e il falso, tra il bene e il male, tra il bello e il brutto, provoca la libertà a scegliere. La libertà ha bisogno oggi di essere chiamata all’appello, non con la sterile proposta di regole, ma con la promessa di avventura che è la vita di ciascuno a partire dalla pienezza della propria. Solo chi ha una vocazione può provocarne altre. Ogni uomo è creato per essere l’inizio di qualcosa di unico: solo chi sa che la sua vita è un progetto sognato dall’eternità, può vincere il pessimismo e il disfattismo dilaganti».

 

Nel volantino si dice che la grande alternativa oggi è tra ideologia ed esperienza. Che cosa vuol dire questo per lei, e in generale per un educatore?

 

«L’unica ideologia che domina oggi è quella del luogo comune, prodotto per lo più dai media. L’esperienza è il valico aperto verso la pienezza, perché è un linguaggio che tutti comprendono. Per esperienza non intendo il banale “fare esperienze”, al plurale, come garanzia di crescita, ma “fare esperienza” come capacità di andare in profondità, non rassegnarsi a risposte preconfezionate, a soluzioni di comodo. Oggi facciamo esperienze di ogni tipo, in orizzontale, ma ci manca la verticalità e quindi la profondità. Si può fare esperienza solo se lo spirito è desto e non si rassegna alle superfici, ma va oltre, le spezza, alla ricerca della vita piena, grande, bella. Quella vita che ci redime e che si manifesta in alcuni momenti privilegiati e segnati dalla beatitudine. Per fare questo però occorre tornare ad usare i cinque sensi. Stare nella realtà con i cinque sensi. Solo chi usa i sensi, sviluppa lo spirito. Solo chi usa i sensi coglie il senso della vita. Senso vuol dire: sostanza e direzione. Solo chi vede, ascolta, tocca, annusa, assaggia trova il senso profondo, perché scopre che ogni fibra del nostro corpo è fatta per il bene, il vero, il bello. Gli educatori sono chiamati ad incoraggiare l’uso dei sensi, per poi guidare verso la ricerca del senso ultimo delle cose. Dante si ritrova nella selva oscura, senza sapere come, colpito da un sonno che non sa bene come lo abbia colto. Virgilio lo aiuta a ritrovare sé stesso attraverso l’esperienza della verticalità totale: dalla selva oscura all’Amore che muove il sole e le altre stelle».

 

http://www.profduepuntozero.it/

 

 



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COMMENTI
15/12/2010 - RIMETTIAMOCI IN MOVIMENTO (Angelo Lucio Rossi)

Di fronte all'emergenza educativa e al nichilismo opaco è necessario riproporre con tutta la baldanza che abbiamo addosso la Bellezza. Trovare la Bellezza nascosta nel quotidiano e proporla. Sarà la Bellezza a guarirci dal nichilismo e dal non senso.Non dobbimao più soffermarci sulle sterili analisi. L'emergenza educatica ci chiede di mettere in moto l'io e il desiderio.In questi giorni di scuola mentre negli altri istituti si ripeteva il rito stanco delle occupazioni, nel Liceo Marconi di Pescara si svolgevano le "Giornate della Bellezza"(13-14 DICEMBRE).Mostre artistiche, gemellaggi con scuole africane,incontri con associazioni di volontariato,laboratori didattici e incontri con tante personalità della cultura e dell'arte.. E se uno dei compiti più urgenti, ma anche più affascinanti, della scuola fosse quello di educare a cercare il vero riconoscendolo attraverso la bellezza della realtà?

 
15/12/2010 - de-disedere = sentire la mancanza delle stelle/Dio (LUISA TAVECCHIA)

riporto un passaggio dell'intervista a Eugenio Borgna di ieri, che mi trova pienamente concorde, come pure la bella e profonda int. a D'Avenia. grazie sempre di queste iniezioni miracolose. ciao luisa ''Che cosa aiuta oggi una persona dimentica di sé a recuperare la portata incommensurabile del proprio desiderio? «“Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas” (Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità; Agostino, De vera rel. 39, 72). Sentire il battito del proprio cuore, seguire il cammino misterioso che porta verso l’interiorità, vedere, ascoltare la voce dell’Infinito che è presente in ciascuno di noi ma che non sempre o quasi mai, di volta in volta, di epoca in epoca, sappiamo ascoltare, bruciati dal fascino fatuo delle circostanze. Non siamo pietre immobili, siamo anime aperte a tutto quello che ci circonda e se sappiamo cogliere e ascoltare la voce misteriosa dell’infinito, ecco che quest’ansia di recupero dei significati più profondi della nostra vita si realizza»