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CENSIS/ Franco Loi: il desiderio in noi non si spegne, me lo ha insegnato un operaio

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Certamente è anche questo. Quando io ero ragazzo e si arrivava al fondo della questione, tutti - cattolici e comunisti, ma soprattutto i contadini e gli operai - dicevano: non c’è più religione! Non c’entra la fede, ma il fatto che il desiderio di infinito che è in noi è stato tradito. Chi ha affinato lo sguardo e ha una coscienza sveglia, capisce che l’uomo non è solo corpo, e ha dentro desideri così profondi che parlano di una realtà che non finisce. Ma chi non ha l’abitudine di guardarsi dentro, di farsi una sua opinione delle cose, è destinato ad essere dominato dall’esterno.

 

Chi o che cosa può ridestare il desiderio? È questo - si dice nel volantino - il problema culturale della nostra epoca...

 

Lo possono fare uomini che hanno rivolto il proprio desiderio allo spirito, persone che desiderano Dio più di ogni altra cosa. Erano così don Giussani, don Milani, madre Teresa, san Francesco. La Chiesa non li ha accolti sempre bene. Oggi uno come san Francesco lo chiuderebbero in manicomio. Ma non parlo di un vago spiritualismo: il desiderio di persone così è lo stesso che muove anche la cultura.

 

Cos’è secondo lei la cultura?

 

L’ho imparato da un operaio, che una volta mi disse: io amo il mio lavoro, perché mentre lavoro se sto attento imparo qualcosa del ferro e qualcosa di me. Avere cultura vuol dire scoprire che noi non siamo solo corpo ma anche qualcos’altro, e questo qualcos’altro è quello che io, qualunque cosa faccia, voglio scoprire sempre di più.

 

La bellezza può ridestare il nostro desiderio?

 

È una strada. Ma è come per il desiderio: quale bellezza? Noi desideriamo profondamente una bellezza che ci porti alla verità. Cerchiamo la bellezza dell’essere, completo, intero, non quella della forma esteriore; non la bellezza estetizzante, ma la luce che brilla dentro gli uomini. E infatti noi guardiamo sempre una persona negli occhi, perché è da lì che capiamo chi è... Abita dentro, la bellezza, non fuori.

 

 



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