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IDEE/ Ascoltiamo san Tommaso e Dante per uscire dall'Italia del rancore

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Il risentimento può essere collegato anche all’accidia, il meno noto tra i vizi capitali individuati dalla filosofia greca e ripresi dalla cultura romana e cristiana. Orazio, così saggiamente epicureo, la definisce strenua inertia, la smaniosa inerzia. Detto in altro modo, l’inquietudine. Per san Tommaso essa non è solo l’indugio a decidersi per il bene e l’incostanza nel perseguirlo, ma più precisamente la tristezza del bene, una inattività dell’anima che non vuole e insieme non può volgersi alla vera gioia. Dante rappresenta gli accidiosi insieme agli iracondi nel pantano del fiume infernale Stige, afflitti dalla tristezza  che li stringe alla gola più della melma di cui hanno piena la bocca. Nei canti centrali del Purgatorio, che spiegano la dinamica della libertà umana, l’accidia viene definita come amor del bene scemo / del suo dover, ovvero come desiderio solo intenzionale della vera gioia, privo degli atti necessari a conquistarla. L’insufficiente energia morale  dell’accidia è riconosciuta come propria attitudine da Petrarca, che la fa risalire al disinganno. Anche in questo i moderni, e non solo i poeti, sono un po’ tutti suoi eredi.

Solo la gioia che viene dal desiderio sincero e dalla volontà di tendere al proprio compimento libera la vita sociale dall’invidia della supposta migliore condizione altrui, dà lo slancio per superare il rancore e convoglia le energie verso opere e parole costruttive.
E’ un augurio ai personaggi noti per le loro requisitorie, famosi per stigmatizzare le pagliuzze e anche le travi negli occhi altrui, pagati per aumentare la malinconia che deriva dagli scandali continuamente esibiti, è un augurio agli italiani che li ascoltano e a quelli che non li ascoltano: pensiamo un po’ di più a che cosa vogliamo veramente, accusare gli altri oppure cercare un modo più sano per essere risarciti dalle inevitabili ferite della vita. Chissà che questo pacificante esercizio collettivo non renda, col tempo, la patria che amiamo meno corrotta. 



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