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CENSIS/ Mastrocola: dalla crisi del desiderio può nascere solo la violenza

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Paola Mastrocola (Foto: Imagoeconomica)  Paola Mastrocola (Foto: Imagoeconomica)

«Se abbiamo un modello, sì, dobbiamo seguirlo. Non so francamente se questo metodo per “contagio” sia in grado di funzionare. Vedere il buono che c’è intorno a noi? Mi pare francamente un po’ poco. Il rischio è quello di rifare un discorso buonista, generico. Occorre invece che la risposta sia nostra. Innanzitutto nostra».

 

Il volantino dice che anche la Chiesa non può oggi chiamarsi fuori dalla sfida dell’esperienza. «Non potrà limitarsi ad offrire un riparo assistenziale per le mancanze altrui, dovrà mostrare l’autenticità della sua pretesa di avere qualcosa in più da offrire».

 

«Mi pare difficile che in questo momento il mondo cristiano abbia qualcosa in più da offrire. Lo vedo  anzi molto debole, in difficoltà. Io poi non sono la persona più adatta a parlarne, perché non mi riconosco in questo mondo. Per me la Chiesa non è una risposta».

 

Torniamo ai giovani. Saviano su Repubblica ha scritto una lettera ai manifestanti che hanno scatenato in piazza la guerra al governo. «…e la rabbia dove la metti? La rabbia di tutti i giorni dei precari, (...) la rabbia di chi non vede un futuro. Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini ma ti spinge a fare cose serie, scelte importanti». Ha però condannato il cattivo desiderio di chi «finito il videogame a casa, continua a giocarci per strada». Lei che ne pensa?

 

«Quello che ho visto mi ha ricordato i peggiori anni Settanta, mi ha ricordato la folla del Manzoni. Queste manifestazioni collettive sono sempre uguali e celebrano solo se stesse. Le ragioni cambiano, ma sono solo un pretesto. La mia condanna è totale. Condanno soprattutto il vittimismo dei nostri giovani, il sentimento di sentirsi sempre vittime di qualcun altro, della società, del potere, e di rivendicare sempre e soltanto diritti.

 

Diritti cioè senza doveri?

 

«Senza doveri. Senza mai porsi in questione, senza considerare quello che c’è intorno, senza vedere il mondo in crisi nel quale ci troviamo. Una rivendicazione violenta di diritti col desiderio non ha nulla a che fare. Il desiderio è una mancanza profonda, a cui è sempre l’individuo in prima persona a dover trovare una soluzione. Che questa sia interiore o esteriore, paradossalmente non importa, ma sta a lui trovarla. È vero: la rabbia di cui parla Saviano è un motore che dovrebbe portarci a fare grandi cose. Io però preferisco chiamarla insoddisfazione».

 

 



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COMMENTI
27/12/2010 - grandi desideri,grande etica (attilio sangiani)

Senza grande etica,che coincide con l'amore per Gesù di Nazaret,il desiderio rimane piccolo,ripiegato verso il basso,genera violenza bruta. Attenzione,quindi,a non separare "desiderio" da "amore per Dio ed il prossimo.

 
27/12/2010 - Incontri "affascinanti" (Anna Di Gennaro)

Mentre rileggo l'intervista alla prof.ssa Mastrocola, rammento le parole di don Pigi Bernareggi durante le sue omelie nella chiesetta della cascina Campazzo. Correvano gli anni '80 del "secolo di ieri". "Solo il fascino muove l'uomo di sempre" spiegava il missionario ai numerosi convenuti stipati fin sull'altare per ascoltarlo. Fu così che quando nel 2003, dalle pagine di Espresso, Umberto Galimberti tuonò: "Insegnati senza più fascino via da quelle cattedre", mi ritrovai in sintonia, una volta tanto... Chi ha orecchi per intendere, intenda: ma questa enunciazione è del Maestro!

 
23/12/2010 - OCCORRE UNA NUOVA POVERTA' (Angelo Lucio Rossi)

E' un'urgenza di cambiamento che ci fa sentire più sproporzionati che mai. Il segno primo della percezione della novità che sta accadendo qualcosa è che ci si sente poveri e bisognosi di una risposta. Occorre custodire l'esperienza di questa povertà,perchè essa è l'inizio della verità. Per questo mi ha colpito la provocazione letta:"occorre una nuova povertà".E' impressionante la constatazione che "oggi invece non siamo più mancanti:siamo dominati da una sazietà che ci ha tolto la forza di desiderare, di creare,di fondare qualsiasi cosa".Occorre una nuova povertà per essere attaccati all'attesa di questi giorni. E' accaduto qualcosa nella storia. Il cuore di quello che è accaduto, che sorprende gli uomini allo stesso modo in cui,duemila anni fa, l'annuncio degli angeli a Betlemme sorprese dei poveri pastori.. Un avvenimento che accade,prima di ogni considerazione sull'uomo religioso o non religioso.