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STORIA/ Parole e canto: nelle laudi il "mistero" di una devozione che accade in ogni tempo

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L’effervescente poesia religiosa di Iacopone e di tanti altri autori meno noti, prima e dopo di lui, si era intrecciata agli sviluppi del canto religioso in lingua volgare. Si creò così un repertorio lussureggiante che gli ordini religiosi e le confraternite dei laici devoti hanno traghettato fino agli inizi dell’età moderna. Va sottolineata proprio questa lunga continuità del fiume sotterraneo di una tenace forma collettiva di devozione. Dalla sua epopea medievale, ha potuto trasmettersi come un modello da ricalcare fino ai maestri della vita del popolo dei fedeli entrati in azione nei secoli successivi.

Servendosi dell’invenzione della stampa, i riformatori del Cinquecento diedero impulso a una nuova proposta educativa che puntava a rilanciare la presenza della Chiesa nella realtà sociale di allora. Sull’esempio delle laudi medievali e del XV secolo, si potenziò e nello stesso tempo si dilatò, come mai prima era avvenuto, un ricchissimo patrimonio di musica popolare resa a tutti accessibile. Se ne servirono soprattutto i gesuiti e i seguaci di san Filippo Neri, per nutrire la fede di chi si affidava alla loro guida e riceveva i benefici della disseminazione capillare delle scuole di dottrina cristiana, diffuse nel medesimo periodo. Una copiosa documentazione di questa seconda fioritura moderna della tradizione delle laudi è fornita da una vivace linea di studi, in cui gli esperti di storia della produzione letteraria si incontrano e dialogano con gli specialisti dei generi musicali aperti alla più larga fruizione sociale. Un materiale di primario rilievo è stato radunato negli ultimi decenni, in Italia, da Giancarlo Rostirolla.

Nuove ricerche suggestive sono venute, negli anni a noi più vicini, in particolare da Daniele Filippi, sullo straordinario laboratorio artistico della Roma papale, tra ultimi bagliori del Rinascimento e ribollire sorgivo dell’arte barocca avviata a conquistare la scena (“Selva armonica”. La musica spirituale a Roma tra Cinque e Seicento, Brepols, 2008). Mentre a Eyolf Ostrem e a Nils Holger Petersen si deve la pubblicazione di Medieval ritual and early modern music. The devotional practice of lauda singing in late-Renaissance Italy (sempre 2008).



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