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STORIA/ Parole e canto: nelle laudi il "mistero" di una devozione che accade in ogni tempo

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Attraverso la musica, alta cultura e gusto religioso delle masse si poterono incrociare e almeno in parte si riplasmarono a vicenda. In questa impresa al servizio del sentimento religioso in cui una intera comunità umana riconosceva il suo pilastro di sostegno, si lasciarono coinvolgere i più grandi compositori attivi per rispondere alle richieste della committenza che su di loro si riversava chiamandoli a incrementare l’onore e la dignità del culto liturgico e ad incentivare lo sviluppo delle pratiche pie del mondo dei credenti: Palestrina, gli Anerio, Giovanni Animuccia, Francisco Soto de Langa.

Decine e decine furono le edizioni di volumi e libretti che i tipografi di tutta Italia continuarono a sfornare ancora a lungo, per divulgare le nuove creazioni insieme al meglio di quanto si poteva recuperare dai più umili predecessori del passato. Lo scopo era unico: offrire alla pietà di tutti “quelle rime e quelle musiche dove altri possa non solamente egualmente dilettarsi, ma insieme col diletto innalzarsi alle dilezioni di Dio sopra tutte le cose dolcissimo e invaghirsi delle divine bellezze, e tocca(to) da inusitata devozione sentire in se stesso un pregusto del Paradiso”.



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