BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Da Raffaello a Grossman, Dio è qui. Sempre

Pubblicazione:

Raffaello, Madonna Sistina (1512-14, particolare. Ansa)  Raffaello, Madonna Sistina (1512-14, particolare. Ansa)

Tra le opere d’arte che più hanno sollecitato la ragione umana ad avvicinare il mistero del Natale spicca, sicuramente, la cosiddetta Madonna Sistina di Raffaello. La pala, interamente autografa, fu realizzata a Roma intorno al 1512, e reca, nelle vesti del santo, la figura dello stesso papa, Giulio II, che l’aveva commissionata. Monumentale e sofisticata invenzione, carica di slancio, delicatezza e sensibilità, coglie il sicuro irrompere della grazia divina nella storia, per la salvezza dell’umanità.

 

Venduta nel 1754 al principe Augusto III di Sassonia, l’opera fu accolta dalla Pinacoteca di Dresda. Tra i primi ammiratori, Johann Winckelmann fu conquistato dallo splendore di Maria: «con quel viso – sono le sue parole – pieno d’innocenza e insieme di grandezza». L’impressione fu confermata da Goethe, che in una poesia del 1808 definì la Madonna Sistina «regina delle madri»: grazie a Lei, infatti, come avrebbe evocato con l’epilogo del Faust, nel Natale di Cristo l’irraggiungibile – desiderato e atteso da sempre – viene a compimento, e ciò che pareva ineffabile diventa realtà.

 

Nel 1857 Tolstoj, visitata la Pinacoteca di Dresda, annotò nel suo diario: «una Madonna mi ha profondamente colpito». E volle perciò collocare, nel suo studio, una riproduzione della pala di Raffaello, donatagli dalla zia Aleksandra Andreevna. Tuttavia, trascorso quasi mezzo secolo, in un intenso colloquio con il teologo Sergej Nicolaevic Bulgakov, sembrò aver mutato opinione: «L’ho consumata con gli occhi, non ci ho trovato nulla. E che: una ragazza ha partorito, una ragazza ha partorito un bambino, tutto qui, che c’è di strano?».

Al di sotto della provocazione che le ispira, queste parole sigillano il significato più autentico del Natale cristiano: il Dio fatto uomo a Betlemme, incontrabile e riconoscibile secondo il segno profetizzato da Isaia (7,14). Una presenza nella storia: «un bambino avvolto in fasce» (Lc 2,12). Che c’è di strano?

  



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
24/12/2010 - Grazie che mi siete amici. (claudia mazzola)

Come vorrei guardarvi con lo sguardo di Dio carissimi del "il sussidiario", io ci provo e vedo in voi tante persone di buona volontà. Vi auguro per questo Santo Natale la pace del cuore che ha la Madonna.