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CENSIS/ Recalcati: caro De Rita, chi ci darà il desiderio che ci serve?

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Edvard Munch, L'Urlo (1893, particolare. Foto Ansa)  Edvard Munch, L'Urlo (1893, particolare. Foto Ansa)

Non c’è dubbio che il desiderio è strutturale all’essere umano come tale in quanto siamo fatti di mancanza e per ciò stesso di desiderio. Ma la domanda rimane aperta: perché viene meno il desiderio - o se preferisce: perché la dimensione ontologica del desiderio sembra oscurata? È l’evaporazione del padre: qualcosa viene meno nel passaggio di testimone da una generazione all’altra.

 

E come possono gli adulti educare il desiderio?

 

Certamente non attraverso la retorica razionalista della pedagogia e nemmeno attraverso una programmazione cognitiva. Il desiderio si educa in un modo molto semplice: con la testimonianza. La testimonianza è un sapere che si incarna in un desiderio. L’assenza di una testimonianza così concepita è il principale problema di oggi.

 

Insomma, un esempio di vita buona realizzata.

 

Assolutamente sì. Ma attenzione: quegli esempi di vita buona che rendono possibile la trasmissione del desiderio, se sono testimonianze non lo sono intenzionalmente, perché la testimonianza che vuole porsi come esemplare rischia di scadere nella palude del moralismo. Il peggio che possa capitare.

 

(Federico Ferraù)

 

 



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