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PAPA/ Massimo Franco: il nuovo nemico "morbido" che minaccia la Chiesa

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Se il Vaticano non riesce a fare i conti con il primo, difficilmente potrà risolvere il secondo. Una delle sfide principali è stato il nuovo ruolo della Chiesa in un Occidente laicizzato e che senza l’alibi della Guerra fredda aveva di fronte una secolarizzazione che si dispiegava in tutta la sua potenza. Prima quindi il cattolicesimo deve ridefinire l’identità del suo mondo, e quando l’avrà ridefinita potrà affrontare una sfida esterna in modo più chiaro. Secondo me le due sfide vanno di pari passo, ma l’avversario più pericoloso non è quello, minaccioso, dell’islamismo, bensì quello, sorridente, del relativismo che non attacca la Chiesa ma fa leva sull’indifferenza. Sicuramente ci sono delle forze che combattono la Chiesa. Però lo fanno sfruttando le debolezze al suo interno. E quindi ha ragione Benedetto XVI a dire che i primi nemici sono dentro la Chiesa e non fuori.
 

E la Chiesa sta rispondendo adeguatamente?

Benedetto XVI lo ha fatto creando un nuovo ministero per rianimare il cattolicesimo in Occidente. Il problema è che il pontificato di Giovanni Paolo II, che determinato il trionfo sull’ideologia comunista, ha un po’ trascurato i nuovi problemi che si affacciavano sullo scenario mondiale, perché alla fine tutti erano concentrati su questa lunga malattia. Benedetto XVI quindi si è trovato ad affrontare problemi lasciati marcire per moltissimi anni. Problemi di governo, problemi legati alla presenza della Chiesa in un Occidente totalmente cambiato.

 
E la politica cosa c’entra con tutto questo?



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COMMENTI
09/12/2010 - Chiesa,bipartitismo,sacerdozio comune (attilio sangiani)

Col tramonto della "unità politica dei cattolici",per la disfatta del comunismo internazionale,la Chiesa si è trovata davanti ad una "benefica Porta Pia": non più obbligata a sostenere un partito cui era costretta a dare "carta bianca",come nel '62-'63 con la apertura a sinistra o ad Aldo Moro nel caso della legge 194 ( aborto,dopo il pateracchio con Berlinguer ). Insieme ai Socialisti andarono al potere agguerriti Laicisti,che lungi dal migliorare la politica sociale dei governi,portarono all'azzeramento graduale della edilizia popolare ( piano Fanfani...),del fisco " a misura di famiglia",(con la riforma del 1972),del "salario famigliare" ( con la graduale scomparsa degli assegni famigliari,inghiottiti dalla inflazione). In compenso introdussero lo sfascio della famiglia vera ( art. 29 Cost:)con la legge "Baslini-Fortuna" e successivi peggioramenti e quelli che sono in vista. Ora invece la Chiesa può richiamare i suoi fedeli alla coerenza politica e pratica con i valori etici derivati dai Vangeli e sollecitare l'esercizio del "sacerdozio comune" dei battezzati nelle situazioni in cui si trovano. Quello che è detto "regalità di Cristo",che comporta anche la Croce vera,non quella sventolata sullo "scudo crociato". Se poi non lo faranno,o non lo faranno abbastanza,o saranno temporaneamente sconfitti dal "Principe di questo mondo",sopravverrà il giudizio del "Giusto Giudice"

 
09/12/2010 - grazie a Dio la politica non c'entra (Collina Andrea)

Grazie a Dio la principale preoccupazione del Vaticano non è schierarsi con il centro destra o il centro sinistra. Grazie a Dio il Papa, il Segretario di Stato e tutti i ministri del Vaticano hanno altro di che preoccuparsi. Notando che prima della mancata influenza della Chiesa nella politica italiana c'è la mancata influenza della politica italiana nelle scelte di vita dei cittadini e nella società. Cosa serve occuparsi delle piccole "beghe" campanilistiche nostrane, in un contesto storico nel quale i cristiani vengono trucidati in oriente e "ghettizzati" in occidente? Grazie a Dio abbiamo un pontefice che prima di occuparsi del piccolo orticello italiano si occupa di cose ben più interessanti: testimoniare l'Amore di Dio all'uomo (Caritas: riferimento di tutte le encicliche del Papa), richiamandoci costantemente alla possibilità dell'amore tra tutti gli uomini e difendendo la dignità dell'uomo in ogni momento della sua famiglia (nascita, vita e morte). Senza farsi condizionare dal relativismo, né, tanto meno, dagli editorialisti del Corriere della Sera.