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PAPA/ Massimo Franco: il nuovo nemico "morbido" che minaccia la Chiesa

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In Italia la Chiesa non vince le elezioni dal 1994. Berlusconi, Bossi, lo stesso Prodi, non devono niente alla Chiesa. Quindi è cambiata anche la presenza della Chiesa in politica. I vescovi poi hanno fatto di necessità virtù, ma l’opinione pubblica sul piano elettorale non basa le sue scelte su quello che dice la Chiesa. Finché c’era la Guerra fredda, la Cei poteva aggrapparsi all’unità politica dei cattolici, affermando di rappresentare il più grande partito politico e il centro del Paese. Oggi le ragioni storiche per le quali serviva l’unità politica dei cattolici è venuta meno. Non solo, il sistema maggioritario ha rappresentato la fine della cultura inclusiva della Chiesa, imponendo un aut aut da rottura referendaria. Per la Chiesa è stato un dramma, perché non poteva schierarsi con il centrodestra o con il centrosinistra. Quindi la Chiesa nel ’94 ha dovuto scegliere di volta in volta che posizione di sistema assumere. Ed è passata quindi dall’equidistanza di Ruini, a una sintonia col centrodestra, che spesso è parsa anche subalternità.


Come vede gli inviti di questi mesi a una nuova generazione di politici cattolici?

Sono segni dell’insoddisfazione della Chiesa cattolica per quello che vede, ma anche segnali di impotenza. Perché la posizione della Chiesa, che di recente ha cercato di valorizzare i cattolici di entrambi gli schieramenti, è stata una politica velleitaria. Si è visto che nei momenti cruciali prevale la logica di schieramento sull’identità cattolica.
 

Come si pone la Chiesa di fronte alla nascita del terzo polo?
 



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COMMENTI
09/12/2010 - Chiesa,bipartitismo,sacerdozio comune (attilio sangiani)

Col tramonto della "unità politica dei cattolici",per la disfatta del comunismo internazionale,la Chiesa si è trovata davanti ad una "benefica Porta Pia": non più obbligata a sostenere un partito cui era costretta a dare "carta bianca",come nel '62-'63 con la apertura a sinistra o ad Aldo Moro nel caso della legge 194 ( aborto,dopo il pateracchio con Berlinguer ). Insieme ai Socialisti andarono al potere agguerriti Laicisti,che lungi dal migliorare la politica sociale dei governi,portarono all'azzeramento graduale della edilizia popolare ( piano Fanfani...),del fisco " a misura di famiglia",(con la riforma del 1972),del "salario famigliare" ( con la graduale scomparsa degli assegni famigliari,inghiottiti dalla inflazione). In compenso introdussero lo sfascio della famiglia vera ( art. 29 Cost:)con la legge "Baslini-Fortuna" e successivi peggioramenti e quelli che sono in vista. Ora invece la Chiesa può richiamare i suoi fedeli alla coerenza politica e pratica con i valori etici derivati dai Vangeli e sollecitare l'esercizio del "sacerdozio comune" dei battezzati nelle situazioni in cui si trovano. Quello che è detto "regalità di Cristo",che comporta anche la Croce vera,non quella sventolata sullo "scudo crociato". Se poi non lo faranno,o non lo faranno abbastanza,o saranno temporaneamente sconfitti dal "Principe di questo mondo",sopravverrà il giudizio del "Giusto Giudice"

 
09/12/2010 - grazie a Dio la politica non c'entra (Collina Andrea)

Grazie a Dio la principale preoccupazione del Vaticano non è schierarsi con il centro destra o il centro sinistra. Grazie a Dio il Papa, il Segretario di Stato e tutti i ministri del Vaticano hanno altro di che preoccuparsi. Notando che prima della mancata influenza della Chiesa nella politica italiana c'è la mancata influenza della politica italiana nelle scelte di vita dei cittadini e nella società. Cosa serve occuparsi delle piccole "beghe" campanilistiche nostrane, in un contesto storico nel quale i cristiani vengono trucidati in oriente e "ghettizzati" in occidente? Grazie a Dio abbiamo un pontefice che prima di occuparsi del piccolo orticello italiano si occupa di cose ben più interessanti: testimoniare l'Amore di Dio all'uomo (Caritas: riferimento di tutte le encicliche del Papa), richiamandoci costantemente alla possibilità dell'amore tra tutti gli uomini e difendendo la dignità dell'uomo in ogni momento della sua famiglia (nascita, vita e morte). Senza farsi condizionare dal relativismo, né, tanto meno, dagli editorialisti del Corriere della Sera.