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PAPA/ Massimo Franco: il nuovo nemico "morbido" che minaccia la Chiesa

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Con un certo scetticismo, perché da una parte non si fida di Fini, quindi ritiene che questa alleanza possa inquinare l’Udc, considerata come il partito in cui ci sono molti cattolici. E inoltre perché con questo sistema elettorale sanno che il terzo polo potrebbe non andare lontano.
 

La soluzione potrebbe essere una sorta di riedizione in chiave italiana del Partito popolare europeo?

La Chiesa vedrebbe bene un Ppe in versione italiana, anche se deve essere chiaro che non significhi un ritorno alla Dc. Perché la Chiesa non ci crede e sa che il Paese non lo accetterebbe. Non si ripetono le esperienze storiche che sono state legate a un particolare periodo storico. E poi non bisogna dimenticare che la Chiesa ha un atteggiamento ambivalente verso le istituzioni europee, perché da una parte le vuole e le ha promosse, ma dall’altra le sente un po’ ostili. E questo preoccupa anche alcuni Partiti popolari europei. In un momento in cui l’Europa è in affanno, c’è il timore che se la Chiesa ha un atteggiamento di freddezza nei confronti dell’Europa questo possa peggiorarne i problemi.
 

Che cosa ne pensa del fatto che Bertone ha partecipato all’anniversario della breccia di Porta Pia?

L’importante è che non sia interpretato come un gesto di relativismo storico. Più che altro, il suo significato è un gesto di distensione e di riconciliazione. Del resto oggi la Chiesa è il principale referente della Repubblica italiana e dell’Unità d’Italia. Oggi Napolitano ha proprio nella Chiesa un alleato fondamentale per mantenere l’unità del Paese. Mai come in questo periodo vediamo un cattolicesimo tricolore.
 

(Pietro Vernizzi)
 



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COMMENTI
09/12/2010 - Chiesa,bipartitismo,sacerdozio comune (attilio sangiani)

Col tramonto della "unità politica dei cattolici",per la disfatta del comunismo internazionale,la Chiesa si è trovata davanti ad una "benefica Porta Pia": non più obbligata a sostenere un partito cui era costretta a dare "carta bianca",come nel '62-'63 con la apertura a sinistra o ad Aldo Moro nel caso della legge 194 ( aborto,dopo il pateracchio con Berlinguer ). Insieme ai Socialisti andarono al potere agguerriti Laicisti,che lungi dal migliorare la politica sociale dei governi,portarono all'azzeramento graduale della edilizia popolare ( piano Fanfani...),del fisco " a misura di famiglia",(con la riforma del 1972),del "salario famigliare" ( con la graduale scomparsa degli assegni famigliari,inghiottiti dalla inflazione). In compenso introdussero lo sfascio della famiglia vera ( art. 29 Cost:)con la legge "Baslini-Fortuna" e successivi peggioramenti e quelli che sono in vista. Ora invece la Chiesa può richiamare i suoi fedeli alla coerenza politica e pratica con i valori etici derivati dai Vangeli e sollecitare l'esercizio del "sacerdozio comune" dei battezzati nelle situazioni in cui si trovano. Quello che è detto "regalità di Cristo",che comporta anche la Croce vera,non quella sventolata sullo "scudo crociato". Se poi non lo faranno,o non lo faranno abbastanza,o saranno temporaneamente sconfitti dal "Principe di questo mondo",sopravverrà il giudizio del "Giusto Giudice"

 
09/12/2010 - grazie a Dio la politica non c'entra (Collina Andrea)

Grazie a Dio la principale preoccupazione del Vaticano non è schierarsi con il centro destra o il centro sinistra. Grazie a Dio il Papa, il Segretario di Stato e tutti i ministri del Vaticano hanno altro di che preoccuparsi. Notando che prima della mancata influenza della Chiesa nella politica italiana c'è la mancata influenza della politica italiana nelle scelte di vita dei cittadini e nella società. Cosa serve occuparsi delle piccole "beghe" campanilistiche nostrane, in un contesto storico nel quale i cristiani vengono trucidati in oriente e "ghettizzati" in occidente? Grazie a Dio abbiamo un pontefice che prima di occuparsi del piccolo orticello italiano si occupa di cose ben più interessanti: testimoniare l'Amore di Dio all'uomo (Caritas: riferimento di tutte le encicliche del Papa), richiamandoci costantemente alla possibilità dell'amore tra tutti gli uomini e difendendo la dignità dell'uomo in ogni momento della sua famiglia (nascita, vita e morte). Senza farsi condizionare dal relativismo, né, tanto meno, dagli editorialisti del Corriere della Sera.