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POESIA/ Paul Claudel, quell'abbandono senza paura

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E, parlando della cattedrale di Chartres, dice in prosa poetica:

 

Essa è adombrata dalla potenza dell’Altissimo; essa è l’esaltazione dell’umiltà, essa è la compunzione nella gloria. Vaso onorabile, segreto spirituale, piena di grazia, la si scorge da ogni direzione e riassume in sé tutta la povera e vecchia città.

 

Il cammino della Croce, ancora del 1911, commenta così la Deposizione:

 

Qui la Passione si conclude, e la Compassione continua.

Il Cristo non è più sulla Croce, è con Maria che l’ha accolto:

Come ella lo ha accettato, quand’era promesso, lo riceve, quando è consumato.

Il Cristo che ha sofferto agli occhi di tutti nuovamente è nascosto nel seno di sua Madre.

La Chiesa tra le sue braccia per sempre custodisce il suo Amato.

 

La confidenza con la Vergine è ancora presente in una lirica del 1934. Il poeta racconta che nella calura dell’estate va a rinfrescarsi nella cappella del villaggio:

 

Maria! Questo grande imbecille ancora una volta è qui,

traboccante di ansie e di desideri!

Ah! Non avrò mai abbastanza tempo per le cose che ho da dirti.

Ma Ella, con gli occhi abbassati, con un volto pacato e soave,

Guarda le parole della mia bocca, come qualcuno

che ascolta e che si prepara a comprendere.

 

Le ultime parole di Claudel in punto di morte furono: «Non ho paura».



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/02/2010 - Francesco Casnati (attilio sangiani)

insieme a mons.Alessandro Maggiolini ( mio compianto Pastore )ricorderei Francesco Casnati,mio illustre concittadino e grande fratello maggiore. Per primo ha tradotto Claudel e lo ha fatto conoscere agli italiani.