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COMUNISMO/ La storia di quei preti che fecero dell’Urss una terra di missione

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Altri sacerdoti clandestini si aggiungono: il citato Fiby, matematico e cibernetico, consacrato presbitero nel febbraio ’78 a Cracovia, il quale ricorda fra gli altri «gli incontri con la gente di Comunione e Liberazione: la nostra comunità e questo movimento avevano uno sguardo simile sulle questioni religiose e pubbliche». Josef Guncaga, medico, in Fatima dal ’77, consacrato nell’82 e attualmente missionario in Russia. Poi ancora Ladislav Stromcek, il più giovane dei 6 amici, laureato in elettronica, in comunità dall’83 e sacerdote dall’88, che passava informazioni sulla situazione religiosa slovacca alle radio occidentali. Infine Frantisek Novajovsky, che pur non essendosi potuto immatricolare alla facoltà teologica perché si era rifiutato di fare l’informatore per la polizia, viene consacrato clandestinamente nell’86, e attualmente è rettore del Pontificio Collegio slovacco a Roma.

 

Dopo l’89, da «Fatima» sono nate altre iniziative ispirate alla dottrina sociale, e dalla Slovacchia la comunità si è diffusa in altri paesi, compresa la Russia, l’antico sogno di Kolakovic.



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