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SALINGER/ Doninelli: Il Giovane Holden? Ha buttato via il suo tempo, e anche il nostro

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È un modo di parlare. Ma un modo di parlare, se assunto come una cosa in sé, diventa un mondo destinato a contrapporsi agli altri mondi. Con Il giovine Holden nasce la questione generazionale, la generazione di quelli che «tanto voi non mi capite».

Vorrei farvi notare che il mondo adolescenziale (che secondo me continua a non esistere) nutre molta gente: scrittori, psicologi, pedagogisti, sociologi, e soprattutto un’industria niente male tutta dedicata a loro, ai loro zaini, alle loro merendine, alla loro musica, al loro abbigliamento. C’è l’industria del mito, che prescrive al giovane di avere modelli come “Che” Guevara, Jim Morrison, Alessandro il Macedone (un tempo c’era anche Rimbaud, che però oggi si legge poco). Ma su questo mito del giovane in sé rimando al grande Elio, quello delle Storie Tese, che al tempo in cui pensava davvero disse queste parole memorabili:

“E... progetti per il futuro?”

“Costruire autostrade per giovani”

 

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COMMENTI
03/02/2010 - Holden è sempre giovane... (Silvia Magherini)

Sono una lettrice accanita e incolta, che si lascia guidare nella scelta dei libri più dai suoi pregiudizi che dai giudizi altrui, tant'è che di solito evito coloro di cui si parla (per dire, evito di leggere Baricco). Mi piace Salinger, lo confesso, ma quello dei "Nove racconti", che ho scoperto casualmente a 18 anni, e quello della saga della fam. Glass che ho ricercato fino al'ultimo racconto. Holden l'ho letto per ultimo e mai ripreso in mano. Certo Salinger è un po' intellettualistico, talvolta forzatamente anticonformista, ma si tratta di una debolezza comune a tanti scrittori -soprattutto americani-. A me affascina il tentativo di Salinger di rendere uno sguardo innocente (puro?) sulla realtà, attraverso figure di "bambini" ( Holden è un bambino, non un adolescente!). Per questo mi sarebbe piaciuto (mi avrebbe dato più soddisfazione) un giudizio di Doninelli un po' più articolato. Quest'estate, mia figlia, che è in terza media, ha avuto "Il giovane Holden" nella lista dei libri di lettura consigliati dalla scuola. Quando gliel'ho dato, ero poco convinta anch'io (come Laura Cioni) che potesse dirle qualcosa di interessante per sè. Invece, sorprendentemente è diventato il best seller di un gruppetto di amiche. Holden è sempre giovane, come loro; vuole diventare adulto ma non sa come fare, come loro. E' normale che per noi che siamo grandi sembri un po' sciocchino, proprio come loro.

 
03/02/2010 - UNA SU MILLE CE LA FA... (francesca cenerelli)

Giuro che mi sono divertita moltissimo a leggere il Suo articolo, caro Doninelli. Dopo tante critiche incensanti, dopo tanto salvataggio del libro e dell'autore,da vivo e da morto, ecco una riflessione diversa. Creda, è stato rassicurante per me: pensavo di essere l'unica a non trovare il Giovane Holden questo granchè... Francesca Cenerelli

 
02/02/2010 - Ragazzi che hanno bisogno di testimoni (Alessandro Ribeca)

Salinger che si sia ritirato a vita privata sono affari suoi e non possiamo giudicarlo. Non credo che lo abbia fatto per un meschino calcolo opportunistico. Non credo che quando abbia scritto e pubblicato il libro avesse calcolato un metodo per fare successo. Almeno lo spero, altrimenti sarebbe una delusione grande. Certo, non è un romanzo di formazione, ma di "deformazione" perchè deforma la realtà: la sua ironia, o sarcasmo, fatto di aforismi che strizzano l'occhio al lettore, compiace facilmente chi non ha una vera capacità di giudizio e che facilmente si identifica nella prima cosa che trova... E' un personaggio che sa solo contestare con nessuna voglia di crescere, arrogante e superbo convinto di non aver bisogno di nulla, ma è proprio così? In fondo, non ha anche lui un cuore inquieto? L'adolescenza forse non esiste (non è una questione facile), ma esistono dei ragazzi che hanno bisogno di guide, di testimoni, di persone che sappiano indicare una strada... Il giovane Holden queste persone non le aveva trovate o meglio non le ha volute ascoltare...

 
02/02/2010 - Caro Luca (luigi ballerini)

sono balzato sulla sedia a leggere che l'adolescenza non esiste. Non lo si sente dire spesso in giro. Proprio così, è un'invenzione ottocentesca, prima non esisteva (non, non se ne parlava, non esiteva proprio). Le età sono solo due, l'infanzia e l'età adulta. In mezzo un periodo limitato in cui il corpo matura, agiungendo potenzialità biologiche, prima di allora inesprimibili. Poi ne abbiamo fatto un'età di mezzo, sempre più prolungata, dove non essere più bambini e non ancora adulti. Un'età presunta dove si resta realmente incastrati, un'età da cui si esce spesso con un patetico compromesso, di adulti infantilizzati. Nel paradosso di adultizzare sempre di più i bambini. Le cose procedono spedite moltiplicando le età e la confusione, sempre più spesso mi vengono posti quesiti non più sugli adolescenti, ma sui pre-adolescenti... Tra pre e pre arriveremo così indietro da cancellare anche l'infanzia

 
02/02/2010 - caro luca, (laura cioni)

ho riletto il giovane holden.Invecchiatissimo, a mio parere con niente da dire oggi. Mi ritrovo dunque in quanto scrivi. Laura