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LETTERATURA/ Il Dio di Conrad, un "compagno segreto" che salva gli uomini dal mare

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Il singolare legame che Conrad vive con il mare, nella sua vita e in altri suoi romanzi, ha anche in questo racconto qualcosa da suggerire su Dio: Mi rallegrai per avere scelto quella vita, investita da una elementare bellezza morale dovuta all’assoluta franchezza del suo richiamo e alla semplicità del suo scopo. E dopo aver salvato il suo compagno, il capitano si riposa: già la nave stava tirando verso il mare aperto. E io ero solo con lei. Niente! Nessuno al mondo si sarebbe frapposto fra di noi gettando un’ombra sulla strada della nostra silenziosa conoscenza e della nostra muta affezione, la perfetta comunione di un marinaio con la prima nave del suo comando.

 

Se c’è qualche forzatura, è sempre possibile ritornare alla bellezza della narrazione nuda e cruda, sotto lo sguardo sorridente ed enigmatico di un autore al quale certo non dispiacerà aver suggerito qualche divagazione. Benché, da uomo di mare, egli tenga soprattutto alla rotta, non potrà che aver piacere di indicare talvolta l’orizzonte luminoso e lontano.



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