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STORIE/ Da Landru ai mostri dei fratelli Grimm: il "lato oscuro" degli uomini

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Purtroppo di serial killer si è parlato spesso anche qui in Italia. Uno fra tutti è il famigerato Mostro di Firenze. Oppure la terribile Leonarda Cianciulli, detta “la saponificatrice” per motivi facilmente immaginabili. Non è però del tutto sbagliata l’opinione secondo cui il mondo anglosassone sarebbe più “colpito” da questo tipo di casi. Una mentalità fredda, emotiva, disaffettiva e distaccata è in effetti più comune nei paesi nordici, e forse può favorire l’insorgere, ovviamente in limitatissimi casi, di tali patologie.

 

C’è chi indica addirittura l’esasperazione del moralismo, retaggio di alcune forme di protestantesimo. Che cosa ne pensa?

 

Sicuramente come retroterra culturale può essere. Non dico sia la causa, ma il concetto di punizione nei confronti di alcune situazioni ritenute inaccettabili può giocare un ruolo considerevole. Ovviamente tutto a livello psicopatologico. La sessuofobia, l’orrore del corpo altrui, del corpo femminile, aspetti che possono inserirsi in qualsiasi psicopatico al mondo, possono essere esasperati da un senso distorto di giustizia e correzione.  Ma molto spesso, al di là dei connotati del retroterra culturale, risiede un atteggiamento di vendetta nei confronti della vittima potenziale. Questa può essere identificata come la madre profanatrice, la donna traditrice, l’impossibilità di raggiungere una sessualità adulta e via dicendo. Le componenti possono essere molte.

 

Per quale motivo la figura del serial killer incuriosisce così tanto le persone cosiddette normali?

 

È un principio atavico del nostro essere umano. La naturale repulsione è alimentata dall’attrazione di relegare le pulsioni violente all’interno di una rappresentazione. Di serial killer si parla molto nelle fiabe per bambini. Pensiamo ai fratelli Grimm, a Barbablù o alla strega di Hansel e Gretel. Ai bambini i mostri piacciono, è inutile negarlo. Accade in tutte le generazioni. La paura attrae quando la forma in cui si dà è dominata, iscritta in una storia. Questo è il motivo per cui i bambini amano le storie di mostri, anche quelle truci e crudeli. Ed è sostanzialmente lo stesso per cui gli adulti possono essere affascinati da un horror, oltre che ovviamente per fattori di estetica cinematografica.

 

Abbiamo parlato di confini geografici. Da un punto di vista temporale invece da quanto tempo è presente il fenomeno dell’omicidio seriale?

 

Dalla notte dei tempi. Abbiamo casi di serial killer che operavano nell’antica Roma, altri nel medioevo. Non c’è stato periodo storico che non abbia espresso personaggi di questa risma, purtroppo.



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