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GOOGLE/ Una “mano invisibile” governa la finta libertà del web?

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Forse potevano essere più celeri? Può darsi, ma questo è un dettaglio. Se si vuole mantenere Internet come spazio senza regole, come Wild West, come anarchia che si spera invano auto-regolante, si dovrà accettare che, almeno per il tempo necessario per segnalarli e rimuoverli, contenuti sconci siano visibili. Questo è il prezzo del “mezzo neutrale”. Se, invece, si ritiene che ci sia un diritto della persona alla privacy, a non essere sputtanato davanti ai circa 3 miliardi di internettari, in attesa (breve o lunga che sia) della rimozione del contenuto inappropriato, si dovrà accettare una qualche regolamentazione. 

 

Si potrà discutere come farlo, ma è la conclusione obbligata se si vuole mantenere il principio di responsabilità personale di fronte alla privacy altrui. In attesa di dichiarare la mia personale posizione, vorrei porre un interrogativo. Sono gli uomini che fanno la tecnologia, o è la tecnologia che fa gli uomini? Lo chiedo perché una delle critiche più frequenti alla regolamentazione di Internet è che ciò equivale alla sua soppressione: “Internet regolamentato è come una macchina senza ruote”. 

 

E’ un destino ineluttabile che Internet continui ad esistere così come esiste oggi? E’ lo stesso modo in cui a volte si parla dell’economia, come se non fossero gli uomini che comunque governano le nazioni e le aziende, e che comprano i prodotti. Come se ci fosse davvero una “mano invisibile” a cui siamo tutti soggetti. Come se la libertà, quella vera, non esistesse.


Ma è un bene per gli uomini che Internet sia concepito così? Mi pare che è qui il punto. Non la difesa di uno schema acquisito, bensì la riflessione su ciò che è bene per gli uomini, per le donne, e soprattutto per gli indifesi: i bambini, gli sfruttati, le sfruttate, i disabili… Prossimamente, due piste di lavoro per affrontare questa domanda. Prima, una riflessione sui termini “bene” e “neutralità” assieme al grande pensatore Hans Urs von Balthasar. E poi uno sguardo sinottico a ciò che Josef Ratzinger ha scritto e detto sul tema.
 



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COMMENTI
27/02/2010 - Veramente... (Umberta Mesina)

Se internet è uno strumento, come a me pare, lo è nello stesso modo in cui lo è il procedimento di stampa. Cos'è, smettiamo di stampare libri e quotidiani perché qualcuno pubblica giornali scandalistici e pornografia e altri li leggono? Solo che gli editori dei giornali stampati li controllano, i dirigenti di Google mi sa di no. Il mezzo *è* neutrale - ma forse è meglio dire "ambivalente", come più o meno tutta la tecnica e la tecnologia. Sono gli uomini che non sono neutrali. Se strangolassi qualcuno con un paio di bretelle, sarebbe forse colpa delle bretelle?

 
27/02/2010 - ...vogliamo la realta' o preferiamo non saperla? (Carlo Bernasconi)

Secondo me la domanda che dobbiamo farci e' proprio questa, vogliamo sapere la realta' del mondo o no? preferiamo sapere che ci sono scuole dove pestano i disabili o preferiamo credere che la scuola e' il posto piu' sicuro dove lasciare i nostri figli? Secondo me essere 'sputtanati' aiuta a crescere e ad essere megliori, internet critica il mondo mostrandone i lati oscuri quelli filtrati dagli altri mezzi di comunicazione. Provate a pensare solamente ai siti sessuali, mostrano tutte le depravazioni dell'uomo, e noi preferiamo saperle o no?, preferiamo illuderci da soli per evitare ansie e preoccupazioni?. Secondo me e' una scelta debole rifiutare di sapere, io preferisco sapere le cose, sempre e comunque, poi decidero' di fare come meglio credo io, questa secondo me e' liberta', non permetto che qualcuno giusto che sia, fosse anche il papa in persona decida cosa e' giusto o meno per me, non sono mica un bambino che non sa' distinguere il bene dal male.