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GALILEO/ Così la Chiesa combatté la deriva protestante, non la teoria eliocentrica

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In una temperie culturale fortemente segnata dal diffondersi del luteranesimo, che avanzava al ritmo di marcia degli eserciti protestanti durante la Guerra dei Trent’anni, la Chiesa, nel porre un argine alla diffusione delle scoperte eliocentriche di Galileo, fu quindi mossa principalmente da una preoccupazione ecclesiale: salvaguardare la fede del popolo di fronte a una lettura della realtà che (se pur corretta da un punto di vista scientifico) rischiava però, in quella temperie, di fare il gioco di una visione nella quale la fede, ritraendosi completamente nella sola scriptura, lasciava alla ragione campo libero per svilupparsi del tutto autonomamente, degenerando in scientismo.

Non fu un caso, infatti che, se l’eliocentrismo galileiano (espresso soprattutto nel Sidereus Nuncius del 1610) trovò gli alleati più convinti nel Collegio romano dei gesuiti e fu sostanzialmente avallato dall’Inquisizione, l’unica raccomandazione che la Chiesa fece a Galilei, per bocca del cardinale Roberto Bellarmino, fu quella di considerare l’eliocentrismo (in mancanza di una dimostrazione) come mera ipotesi.

 

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COMMENTI
05/02/2010 - scienza e fede (Cristina Salanitri)

E' incredibile ma si dimentica una cosa semplicissima: la separazione tra scienza e fede ed il rispetto per la libertà di ricerca (e di pensiero) che nulla dovrebbe avere a che fare con la difesa (sacrosanta) di una fede. Se la deriva protestante fosse stata combattuta sul piano etico-religioso (e non su quello politico o scientifico)il nostro Galileo non avrebbe dovuto subire l'umiliazione dell'abiura. Chi confonde però il concetto di autorità spirituale con quella di potere (che per sua natura comporta una forma di dominio anche se legittimo)continua a voler trovare una conciliazione tra scienza e fede che finisce però per garantire una superiorità della seconda, giustificando gli errori più clamorosi. Con buona pace della libertà di scelta.

 
04/02/2010 - Che rischio! (andrea altana)

"...rischiava di fare il gioco di una visione nella quale la fede lasciava alla ragione campo libero per svilupparsi del tutto autonomamente..." Quale terribile rischio! Fortuna che ci ha pensato la Chiesa perseguitando Galileo.