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RUSSIA/ Così il nuovo regime riesce a strumentalizzare pure Stalin

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Formalmente, a chiedere il solenne rientro di Stalin è stato il presidente del Consiglio dei veterani di Mosca, Vladimir Dolgich: «I falsificatori della storia tentano di sminuire il ruolo di Stalin nella vittoria – ha asserito – invece i veterani di Mosca, pur condannando le repressioni, apprezzano i risultati ottenuti sotto la guida di Stalin». E la richiesta ha ottenuto la ratifica definitiva del sindaco il 2 marzo scorso.


La decisione ha sollevato tuttavia diverse proteste, e non soltanto tra i difensori dei diritti umani. Boris Gryzlov, portavoce della Duma di Stato e dirigente del partito «Russia Unita» ha dichiarato che «il vincitore non è Stalin, bensì il popolo. È il popolo, sono i veterani che hanno conseguito questa vittoria, i protagonisti da celebrare».

 


L’Associazione Memorial ha immediatamente diffuso un comunicato in cui si sottolinea che «la comparsa dei ritratti di Stalin nel Giorno della Vittoria offende la memoria dei caduti. Infatti – prosegue il testo – i soldati sovietici non andarono in battaglia perché l’aveva ordinato loro il Duce, né per difendere il Politburo e il Segretario generale al Cremlino. Essi difesero la Patria dall’invasione straniera, difesero un paese che i capi comunisti avevano spinto sull’orlo della catastrofe».

 


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