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RUSSIA/ Così il nuovo regime riesce a strumentalizzare pure Stalin

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 «La fermezza, il coraggio e i sacrifici della gente, che difese la Patria negli anni di guerra, erano e restano patrimonio spirituale di tutto il popolo, e nessuno ha il diritto di manipolare questo patrimonio a proprio piacimento. Il tentativo di attribuire questo patrimonio al nome di Stalin non è altro che un’azione di sciacallaggio e una profanazione».

  

«La trovata dei ritratti è il proseguimento della strisciante riabilitazione dello stalinismo», denuncia ancora Memorial, osservando che non verrà invece ricordato «ciò che effettivamente fu opera delle mani di Stalin, vale a dire il terrore di massa nell’esercito nel 1937-1938; l’eliminazione di decine di migliaia di militari, dai soldati semplici ai generali; l’alleanza con Hitler prima della guerra, di cui fu diretta conseguenza la tragedia dell’estate-autunno 1941; i milioni di vite pagate dal popolo nel corso della guerra per crimini ed errori del Duce. Fu il popolo a vincere la guerra, nonostante tutti i crimini di Stalin. La vittoria fu conseguita a un prezzo mostruoso, di cui a tutt’oggi non si è ancora preso pienamente coscienza».

 

Il comunicato di Memorial si conclude con un appello all’opinione pubblica: «Se i ritratti di Stalin appariranno davvero per le vie di Mosca, faremo tutto quello che dipende da noi perché simultaneamente appaiano altri cartelloni, manifesti e poster, sui crimini del tiranno e il suo vero posto nella storia della Seconda guerra mondiale. Siamo certi: centinaia di abitanti di Mosca, figli e nipoti di quanti hanno combattuto al fronte, di coloro a cui realmente appartiene la vittoria, ci aiuteranno in questo».
 

 

 



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