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GOOGLE/ Il web come la democrazia: la libertà senza legami provoca esiti disumani

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In Verità tolleranza libertà del 2003, il cardinale Ratzinger ha sviluppato i temi trasversali nominati nel titolo per affrontare la difficile questione del pluralismo, la possibile convivenza civile di religioni diverse, senza scadere nel relativismo. Solitamente si ritiene che la verità sia per sua natura violenta, perché costringerebbe gli altri a conformare le loro idee alla “verità” arbitraria di un gruppo potente. Ratzinger sostiene la tesi contraria, in perfetta consonanza con ciò che disse un altro grande: «la verità vi renderà liberi».


I parallelismi con la questione di libertà in Internet sono parecchi:proprio per l’assenza di confini territoriali e per la potenza straordinaria dei mezzi di comunicazione gratuitamente disponibili a chiunque abbia una connessione alla rete, si è parlato tantissimo della “perfetta democrazia” possibile in rete. Il problema, come ho cercato di evidenziare nei due articoli precedenti, è che questa “democrazia” virtuale ha lo stesso bisogno di ordine che ha uno stato democratico. Le leggi, nella società civile e in Internet, esistono proprio per garantire la libertà.


Nelle pagine conclusive del volume, Ratzinger approccia la questione così: «Si è isolato il concetto di libertà falsandolo: la libertà è un bene, ma lo è solo in unione con altri beni, con i quali costituisce una totalità inscindibile. Dall’altra, si è ristretto il concetto di libertà stesso ai diritti individuali di libertà e lo si è così privato della sua verità umana». In questo isolamento nasce l’equivoco: l’uomo vorrebbe essere sciolto da ogni legame di dipendenza, e rompere le catene della tradizione, della società patriarcale, della religione, e via dicendo. Ma proprio questo movimento di liberazione ha nelle sue premesse il desiderio di sciogliere anche ogni legame di dipendenza reciproca tra persone, che ha nella lotta tra madre e figlio (aborto) la sua espressione più tragica.


La libertà allora si configura, nella più comune delle interpretazioni, come libertà di fare ciò che voglio fino al punto in cui incomincio a limitare la libertà altrui. Ma allora l’altra persona, in quanto rappresenta il limite della mia libertà, è anche il mio inferno, come nella tremenda intuizione di Sartre. E, ultimamente, qualsiasi azione ha effetti sugli altri.


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