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LIBRI/ Così John Henri Newman "prepara" la visita di Benedetto XVI in Inghilterra

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Angelo Campodonico riprende le riflessioni sull’educazione superiore in considerazione della situazione attuale dell’università. Giovanni Velocci esamina le testimonianze dell’interesse che hanno avuto per Newman i diversi Papi, da Leone XIII a Benedetto XVI, mostrando così, da una prospettiva particolare, come il pensatore inglese sia stato fortemente presente nella vita della Chiesa del XX secolo. Nell’insieme il volume dà a chi non conosce Newman l’occasione di avvicinarlo e invoglia probabilmente a conoscerlo meglio anche attraverso la lettura dei suoi scritti. È utile in questo senso la breve bibliografia commentata al termine del volume che aiuta ad orientarsi tra gli scritti dell’autore e gli studi sulla sua persona e sul suo pensiero.

Il titolo del volume allude a una caratteristica del pensiero di Newman che lo rende ancora oggi particolarmente interessante. Forse nessun altro pensatore cristiano si è confrontato altrettanto profondamente con il mondo moderno. Egli ha riconosciuto le opzioni propugnate dalla modernità (individualismo, razionalismo, secolarismo) come inevitabilmente ostili al cristianesimo, ma non si è limitato a respingerle in un modo velleitario. In effetti, Newman aveva troppa fiducia nella capacità della persona di riconoscere la verità per chiudersi in un atteggiamento puramente conservatore. La sua conversione al cattolicesimo è legata del resto alla scoperta che il cristianesimo non è soltanto una dottrina da difendere ma una realtà viva che si mostra come tale sviluppandosi nel tempo. Egli ha visto allora piuttosto il mondo moderno come la condizione in cui il cristiano è chiamato a vivere e proprio per questo ha aperto prospettive che ancora oggi meritano di essere conosciute. 



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