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LETTURE/ "Tutto scorre" di Grossman: non l’ideologia è colpevole, ma noi uomini

venerdì 19 marzo 2010

«Per ucciderli si è dovuto spiegare che i kulaki non erano uomini. Sì, come quando i tedeschi dicevano: i giudei non sono uomini. Allo stesso modo Lenin e Stalin: i kulaki non sono uomini. Ma questa è una menzogna! Uomini! Uomini erano. Tutti uomini».

 

È una delle frasi più scandalose e impegnative di un libro sconvolgente e stupendo, il Tutto scorre di Vasilij Grossman; è la denuncia implacabile della menzogna delle due ideologie totalitarie del XX secolo, che hanno potuto distruggere milioni di esseri umani perché prima avevano sostituito alla reale umanità di ciascuna di quelle vittime l’immagine mistificante dell’ideologia: sottouomini gli ebrei cancellati nella Shoah e nemici del popolo i contadini che in Unione Sovietica tra il 1930 e il 1933 sarebbero stati sacrificati in una delle più spaventose carestie artificiali della storia.

 

È lo scandalo di un parallelo tra le due ideologie proposto da un autore, ebreo e comunista, che ha avuto la madre massacrata dai nazisti, ma è anche l’impegno e la sfida proposta alla nostra ragione che si chiede come sia stato possibile tutto ciò nel secolo che si illudeva di creare il paradiso in terra.

 

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