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IDEE/ La scienza è molto, ma non tutto: la lezione di Peirce agli americani

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È uscito, dopo soli 10 anni di attesa, l’ottavo volume dei Writings di C. S. Peirce, il fondatore del pragmatismo americano. Perché presentare qui questo volume immenso (800 pagine) e per di più in inglese? Si tratta di una delle ultime imprese titaniche di Opera omnia, a cui possono ovviamente essere mosse molte obiezioni teoretiche (non è un po’ illuminista quest’idea della pubblicazione perfetta?), ma che del resto fornisce dei libri di una qualità eccelsa da tutti i punti di vista. I volumi previsti sono 30, sperando - come ci ha promesso il nuovo direttore del Peirce Edition Project, André de Tienne, uno dei massimi esperti di filosofia americana - che escano con un ritmo un po’ superiore a quello attuale (8 volumi in 32 anni).

Peirce è uno dei pochi grandi classici contemporanei, nonostante non sia tra i più frequentati. Sapere che escono i suoi scritti, può fare avvicinare qualcuno allo studio di una filosofia ricca e poco nota, può conquistare qualche scienziato alla causa della filosofia (Peirce era un matematico, un chimico, un fisico e un astronomo), può convertire qualche filosofo un po’ troppo fantasioso alla causa del pensiero preciso e fondato, può fornire a qualche biblioteca un ottimo libro.

Il volume copre gli anni 1890-1892, che sono celebri perché Peirce espone in una serie di articoli scritti per The Monist la sua teoria cosmologica. Per dirla in breve, il grande logico americano fornisce qui per la prima volta l’abbozzo di un sistema completo di pensiero, mentre la sua vita personale conosce miseria vera e disperazione, poesia (nel libro c’è anche un racconto romanzato scritto da Peirce) e persino conversione, come ben spiega Houser nella poderosa e precisissima introduzione (90 pagine).

Come sarebbe questo sistema filosofico? Innanzi tutto è un sistema metodologico. Peirce spiega che la filosofia è una forma di conoscenza precisa che ha come metodo la logica (che a sua volta - contrariamente al logicismo dell’epoca - secondo Peirce si basa sulla matematica pura) e che deve avvalersi dei contenuti di tutte le scienze. Peirce inaugura così una sistematizzazione che evita da un lato lo scientismo (non è la scienza che fonda la filosofia, ma viceversa) e dall’altro ogni forma di arazionalismo, irrazionalismo, ragionamento psicologico o metaforico. La logica è qui intesa non in senso ristretto, puramente deduttivo, ma copre tutto l’arco del pensiero: dal ragionare sui segni (Peirce è il fondatore della semiotica) fino alla verifica induttiva degli effetti di un’idea o di un concetto.

 

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