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REGOLE & DEMOCRAZIA/ 2. Italia, campo di gioco per lobby di potere?

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L’azione umana ha sempre bisogno di regole; tanto più l’agire sociale. Dei regimi politici la democrazia, in quanto regime partecipativo, è quello in cui la regola ha il massimo rilievo: regole per l’espressione del consenso, per la definizione della rappresentanza, per il bilanciamento dei poteri, per l’equa partecipazione, ecc. Ma che la democrazia abbia essenzialmente bisogno di regole di funzionamento non significa che essa consista in un ben costruito sistema di regole: le regole della democrazia non significano democrazia delle regole. La “normalità” democratica non consiste nel funzionamento di un assetto normativo; così come la relatività storica dei princìpi democratici non significa che l’idea democratica sia filosoficamente relativista.


L’idea democratica rinasce nella modernità (dopo gli esperimenti antichi, medievali e primo-moderni) non solo per contrastare l’accentramento del potere nelle persona del sovrano e poi nell’apparato opprimente delle dittature e dei totalitarismi, ma anche per rendere possibile la condivisione attiva del bene politico comune. Senza bene comune attivamente condiviso, della democrazia resta un vestigio formale.


L’ideale democratico, infatti, non si concentra nelle sue procedure partecipative (che ne sono la componente strumentale), bensì nell’idea che la politica significa condivisione del bene politico stesso, cioè di quel bene che consiste nella stessa con-vivenza sociale, assunta e istituzionalizzata nella comunicazione politica. Bene comune, dunque, che non è né una somma di beni, né una certa opera comune, ma il bene dell’operare in comune, condizione preliminare di ogni altro bene e opera.


Il giudizio di valore della convivenza, che sta a fondamento del politico, può essere giustificato in molti modi dal punto di vista teorico e speculativo: la democrazia è il regime pensato per rendere possibile la partecipazione politica in condizioni di massimo pluralismo ideologico. Ma implica, comunque, con il diritto di partecipazione diretta alla cosa pubblica, anche l’impegno di promozione delle relazioni e delle opere sociali.


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COMMENTI
24/03/2010 - Leadership culturale. (GIOVANNI PIERONI)

Urge una riaffermazione chiara e decisa della leadership culturale cattolica, come avvenuto per molti secoli.