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LETTURE/ Souad Sbai: spetta alle donne smascherare il grande Inganno

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Gli europei paiono fuggire dalle loro tradizioni, banalizzandole o rinnegandole, anche per ignoranza del loro straordinario itinerario storico. Ecco, quindi, che l’immigrato, lontano dal proprio paese, non è in grado di confrontare la sua identità di musulmano con quella occidentale che stenta a manifestarsi. L’Islam radicale si diffonde quindi tra gli europei e attecchisce a causa di una globale fiacchezza dell’Europa e della crisi che sta vivendo il post-moderno. La crisi valoriale favorisce la diffusione del radicalismo islamico che aggredisce e scava il terreno dell’incertezza esistenziale. Da un lato, l’Occidente colpito dal nichilismo, dal relativismo e dall’insicurezza; dall’altro l’Islam forte di certezze granitiche e profonde.

A testimonianza ho voluto raccogliere le cronache più significative comparse sulla stampa che raccontano le trame dello sviluppo dell’estremismo in Occidente, ivi comprendendo un’esauriente mappatura delle moschee italiane. Servono, allora, politiche efficienti di sostegno per gli immigrati nel rispetto dei principi democratici, dell’eguaglianza e della solidarietà. Se esiste necessariamente un conflitto fra eguaglianza, da un lato, e specificità culturale dall’altro (come nel caso della poligamia o del ripudio), se esistono valori giuridici, sociali e culturali radicati all’interno delle comunità, ma contrari ai principi fondamentali in materia di diritti umani (le mutilazioni dei genitali femminili, i matrimoni forzati/combinati, ecc), non si possono accettare pratiche lesive della libertà e dignità della persona.

Difatti una cultura che si isola, condannando l’alterità e rifiutando l’interpretazione alternativa, nega alla fine se stessa, irrigidendosi in Kultur, l’idea-forza nazionalista e, quindi, nazionalsocialista, fondata sulla supremazia di un popolo e dei suoi usi e costumi, piuttosto che alla Zivilisation dell’Illuminismo. Ecco perché l’integrazione può e deve essere accompagnata dalla necessaria applicazione del diritto del Paese che accoglie e che offre spesso tutele maggiori nell’ambito del rispetto della dignità dell’uomo e dei diritti umani in generale, specialmente in materie come il ripudio o la poligamia. Decade, perciò e giustamente, la legge straniera manifestamente in contrasto con i principi fondamentali e irrinunciabili della tradizione giuridica europea.

 

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